Operaio morto nel pastificio Cinque condanne a 9 mesi

23 Giugno 2018

Nell’incidente sul lavoro alla De Cecco di Ortona perse la vita il 39enne Bucci Il giudice rigetta la richiesta di risarcimento danni presentata dalla fidanzata

CHIETI. Morì il 30 agosto del 2011 con la testa schiacciata da un pistone della macchina che inscatola la pasta, nel reparto confezionamento del pastificio De Cecco di Villa Caldari a Ortona. Da giovedì scorso, la morte dell’operaio 39enne di Orsogna, Massimiliano Bucci, ha dei responsabili.
Con l’accusa di omicidio colposo, il tribunale di Chieti ha condannato a 9 mesi Mario Aquino, responsabile del reparto confezionamento e preposto alla sicurezza del reparto, Ewald Ferraro, Adone Alleva e Marco Agostinelli, in qualità di manutentori, e Fabio Paolini in qualità di capo turno nel reparto di confezionamento e preposto alla sicurezza dello stabilimento, difesi da Marco Femminella e Sergio Della Rocca. Per tutti è stata disposta la sospensione della pena e la non menzione.
Il pubblico ministero Giuseppe Falasca aveva chiesto 2 anni e 6 mesi. Il giudice Isabella Maria Allieri ha deciso per una condanna molto più lieve. «Probabilmente», ipotizza l’avvocato Femminella, «è stato considerato un concorso colposo della vittima in quella che perfino il pubblico ministero, pur chiedendo la condanna, ha definito come una “disgrazia”. Si è trattato senza dubbio di una tragedia sul lavoro con grandissime anomalie. Con fatti che non trovano spiegazione logica. Nonostante il malfunzionamento del macchinario, non vi era necessità da parte dell’operaio di inserire la testa nella macchina che aveva il sensore di bloccaggio rotto, come avvisava un cartello. Con il presidio di sicurezza guasto, il comportamento dell’operaio non trova spiegazioni».
Il giudice ha rigettato la richiesta di risarcimento danni della fidanzata del 39enne.
La Molino e Pastificio De Cecco, proprietaria della fabbrica di Caldari, ha risarcito tutti i familiari della vittima, cercando di andare incontro il più possibile alle necessità della famiglia. Nel gennaio del 2014, inoltre, ha patteggiato la pena pecuniaria di 40.000 euro per la violazione del decreto legislativo 231/2007, la norma che sanziona l’omessa predisposizione dei modelli di organizzazione e gestione volti a prevenire, nel caso in questione, l’omicidio colposo di Bucci. (a.i.)