Operaio morto, sì all’espianto degli organi

16 Settembre 2014

La Procura dispone anche l’autopsia per chiarire se l’uomo ha avuto un malore prima di scivolare dalla scala

VASTO. Il procuratore del tribunale di Vasto, Giancarlo Ciani, ha disposto l’autopsia sul corpo di Domenico Mascilli, 64 anni, il falegname in pensione vittima venerdì di una caduta mentre imbiancava i locali parrocchiali sottostanti la chiesa di San Paolo. Il magistrato ha affidato la perizia al medico legale Pietro Falco che arriverà questa mattina da Milano. La necessità di eseguire accertamenti per stabilire se le cause della caduta sono state accidentali o dovute ad un malore non hanno permesso l’immediata autorizzazione all’espianto degli organi. L’espianto avverrà oggi al termine delle perizie.

Il locale in cui si è verificato il tragico incidente è stato posto sotto sequestro. La polizia ha ascoltato le prime testimonianze ed eseguito un sopralluogo, ma sono necessari ulteriori accertamenti.

Domenico Mascilli è caduto mentre imbiancava una parete arrampicato su una scala a due metri d’altezza. «Era una persona che sapeva fare tutto e quando poteva dava una mano», dice il genero, l’assessore Luigi Masciulli. Cosa sia accaduto esattamente venerdì scorso nessuno lo sa. La ditta incaricata dei lavori dal parroco si trovava in un’altra stanza. Con Domenico Mascilli c’era un altro volontario voltato di spalle. Quest’ultimo non si è accorto di nulla. Domenico Mascilli è caduto senza un lamento e soprattutto senza invocare aiuto.

Il trasferimento del ferito all’ospedale San Pio prima e al Mazzini di Teramo poi, non sono bastati a salvare la vita del pensionato. Domenica mattina i medici teramani lo hanno dichiarato clinicamente morto. Il cuore dell’uomo ha continuato a battere fino a questa mattina grazie alle macchine.

La notizia della disgrazia ha commosso l’intera comunità parrocchiale di San Paolo e i cittadini di Carunchio, il paese natale di Mascilli. Tra mercoledì e giovedì la celebrazione dei funerali che avverrà di pomeriggio nella parrocchia di San Giovanni Battista nel paese natale dell’uomo.

Tanto il dolore e lo strazio dei familiari, la moglie Irma Conti, i figli Raffaella, Alessandra e Antonio, e degli altri familiari. «Sembra incredibile che non ci sia più», afferma Luigi Masciulli, marito di Raffaella. «Era un uomo dinamico. Dopo aver fatto il falegname ha lavorato per anni alla Denso. Poi è arrivata la pensione ma ha continuato a darsi da fare. Non appena poteva dava una mano alla parrocchia. Qualche tempo fa aveva partecipato alla questua per la festa di San Paolo e ora voleva dare un contributo per i locali destinati ad aiutare i poveri. Il suo ultimo atto di generosità sarà donare il suo cuore», annota con commozione Luigi Masciulli.

Paola Calvano

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