Opposizione all’attacco: fallimento politico

10 Giugno 2023

Fratelli d’Italia: «Scelte scellerate». L’ex sindaco Di Primio: «Hanno buttato al vento anni di sacrifici»

CHIETI. Duro atto di accusa dei consiglieri di Fratelli d’Italia Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia dopo l’ok in giunta della delibera sul dissesto. «Tale decisione sancisce il totale fallimento del governo di salute pubblica che ha visto l’accordo delle forze politiche di centrosinistra con il polo civico guidato dal vicesindaco De Cesare», dicono. «Un fallimento annunciato e prevedibile, frutto solamente della brama di potere, di una precaria alleanza basata sulla spartizione di poltrone e di una totale incapacità amministrativa. Per mesi abbiamo cercato di evidenziare criticità strutturali dell’ente, ma i nostri moniti sono rimasti volutamente inascoltati. Più volte abbiamo cercato di esercitare il nostro ruolo di opposizione critica e responsabile, evidenziando tutte le criticità del piano di riequilibrio».
Fratelli d’Italia evidenzia come da ottobre a dicembre 2020 siano state liquidate somme per 11 milioni di pagamenti, «cifra tale da creare tensione finanziaria per giustificare la richiesta di predissesto», argomentano. «Ancora oggi è sconosciuta l’entità del debito e come si è arrivati a tale cifra, se non per un eccessivo e spropositato accantonamento delle spese legali che è cosa diversa dal debito. Più volte abbiamo mostrato totale preoccupazione per la difficoltà nella riscossione di Teateservizi». Quanto all’operazione verità annunciata dal sindaco Diego Ferrara, i consiglieri rimarcano che «andava fatta a inizio legislatura e non a 33 mesi di loro governo. Oggi celano la loro presunzione e arroganza chiamandola trasparenza, ma l’unico dato certo è emerso dalla delibera della Corte dei Conti, la quale ha certificato la totale incapacità amministrativa, frutto di scelte scellerate». «Mai Chieti ricorda una pagina così buia», concludono.
La bocciatura del piano di riequilibrio e la successiva dichiarazione di default è criticata anche dall’ex sindaco Umberto Di Primio che parla di «anni di sacrifici buttati al vento» e di un «dissesto provocato dalla cecità politica e dalla immensa incapacità degli attuali amministratori», sottolineando come la situazione finanziaria sia ormai stata compromessa «da chi ha voluto il predissesto e ha sbagliato tutto». «La Corte dei Conti adesso deve indagare su tutto, iniziando dai miei anni», aggiunge, «solo così si capirà la differenza tra chi ha cercato in ogni modo di evitare il dissesto e chi l’ha provocato. C’è chi, noi, ha fatto e chiesto sacrifici per affrontare una situazione pesante determinata dalla fragilità delle finanze dell’ente, debiti pregressi e incapacità della Teateservizi di incassare». «Indaghi la Corte per verificare se chi c’era prima ha tentato di fare e messo in campo azioni di contrasto per tenere in piedi il comune pur tra mille difficoltà», conclude. (y.g.)
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