«Ora basta, vado in Procura»

Controdenuncia di Marcotullio (Blu Parking) al Comune: «In regola i nostri conti»
CHIETI. «Domani (oggi per chi legge) consegnerò un esposto in Procura contro il Comune di Chieti per fare chiarezza su tutta la vicenda che si è scatenata riguardo alla Blu Parking. E così spiegare come stanno realmente le cose. Vedremo se sarà necessario andare anche alla Corte dei conti. Sarà comunque la magistratura a fare chiarezza. Quello che ho comunicato ai consiglieri è solo la verità». Così risponde l’amministratore della società Blu Parking, Alfiero Marcotullio, una volta appresa la notizia della denuncia rivolta contro di lui e messa già in atto dal sindaco Umberto Di Primio: un’iniziativa giudiziaria, quella del primo cittadino, a fronte di quella mail di “avvertimento” inviata da Marcotullio a tutti i consiglieri comunali alla vigilia del’assemblea civica che avrebbe dovuto approvare l’affidamento del servizio di gestione parcheggi a pagamento alla Chieti Solidale, tolto alla Blu Parking. Un invio “al fine di evitare equivoci” in riferimento al punto 4 dell’ordine del giorno: “Servizio gestione di parcheggi a pagamento dell’azienda speciale multiservizi Chieti Solidale”, come si legge sull'informativa arrivata ai consiglieri.
E così lo scontro continua. Da un lato Di Primio, per il quale quella mail della Blu Parking costituirebbe una violazione dell’articolo 338 del codice penale, che punisce con la reclusione da uno a sette anni “chiunque usa violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica autorità costituita in collegio, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l'attività”. Nelle ultime righe della missiva, la Blu Parking - assistita dall’avvocato Antonio Pimpini, scrive che “valuterà di procedere, in ogni sede consentita, nei confronti di tutti coloro che avranno partecipato all'adozione della determinazione lesiva e illegittima”: probabilmente è questo il passaggio che ha spinto il Comune a rivolgersi in Procura per violazione dell’articolo 338. Sul fronte opposto Marcotullio, che vuole fare chiarezza.
Una contro-risposta che prelude alla guerra in sede giudiziaria: la Blu Parking mette così nero su bianco diversi punti e li fa presenti alla magistratura. In primis: «Il Comune ha dichiarato che la risoluzione del contratto è efficace, dimenticando di riferire che la precedente deliberazione con la quale si voleva affidare la gestione dei parcheggi a Teate Servizi era stata annullata dal Tar Abruzzo e, soprattutto, che pende un contenzioso con il Comune di Chieti, in punto di contestazione della risoluzione e di risarcimento per oltre 8 milioni di euro. In tal modo i consiglieri di maggioranza e di minoranza nulla conoscono di ciò che andranno a votare su un corpo di delibera e su un'istruttoria incompleta». Poi ancora: «L’assunto che la Blu Parking sarebbe morosa nel pagamento dell’aggio è privo di alcun fondamento e smentibile documentalmente» sicché «il conto economico proposto dal Comune ai consiglieri è privo di veridicità. Risultano, infatti, aumentati a dismisura gli introiti derivanti dalla sosta e ha ridotto in modo corposo i costi, rappresentandoli al di sotto di quelli reali». Inoltre, per la Blu Parking «anche a voler ipotizzare che il servizio verrà affidato a Chieti Solidale, non è stato previsto il doveroso riassorbimento della maestranza attualmente alle dipendenze della Blu Parking (oltre 20 unità) che quindi perderebbe il posto di lavoro». In più «il Comune ha fatto scadere il vincolo urbanistico sulle aree oggetto di esproprio, interessate dal progetto di finanza. Ha ridotto unilateralmente i posti a raso e coperti già presenti, riducendo notevolmente e illegittimamente gli introiti del concessionario» e «non ha messo in funzione il tunnel che sfoga in largo Barbella». (e.r.)
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