Ore 10,30: esplosione misteriosa in centro

27 Maggio 2016

Un boato e la zona si riempie di soccorritori. Forse un agricoltore per allontanare i cinghiali ha lanciato un petardo

VASTO. Belvedere Adriatico, ore 10,30: un boato scuote il quartiere. L’esplosione pare provenire dall’area sottostante il costone orientale, tra Fonte Nuova e via Istonia, zona notoriamente franosa e poco abitata. Due persone spaventate chiamano il 112 e il 115. Qualcuno pensa a un movimento tellurico sotterraneo, altri ad una bombola del gas esplosa. C'è anche chi ipotizza un attentato. Seguono minuti di concitazione e la chiamata di tutte le forze di polizia. Sul posto arrivano carabinieri, vigili del fuoco, e poco dopo anche la polizia municipale, ambulanze ed elicotteri e i mezzi della protezione civile. Un’ora dopo, la si trasforma in mistero. L’intero costone viene battuto palmo a palmo ma i soccorritori non trovano nulla. Alle 12 le forze dell’ordine tranquillizzano la città. Pare che a esplodere un grosso petardo acceso sia stato un agricoltore o un automobilista per scacciare un branco di cinghiali incontrati poco prima. Una prassi che alcuni operatori agricoli adottano nei campi per difendersi. A confermare l’ipotesi è l’avvistamento poco prima del botto di un gruppo di cinghiali in fila indiana vicino alla Istonia. Nessuno però ha visto o immagina chi possa aver sparato il botto.

L’ora di pranzo è passata da un pezzo quando le forze dell’ordine interrompono le ricerche lungo il costone e nel centro storico torna la calma. Solo due giorni fa un cinghiale da via Istonia, scendendo lungo la collina, era sbucato sulla spiagga all’altezza del monumento alla Bagnante. È probabile che ieri mattina un intero branco stesse ripetendo lo stesso percorso ricco di alberi da frutta. Lo scoppio del petardo ha fatto fuggire gli ungulati.

La vicenda ha tuttavia confermato la necessità di adottare provvedimenti urgenti per contenere l’invasione di cinghiali anche nel centro abitato. «Sparare però non è certo il modo migliore», ha riflettuto un’anziana che abita sulla Loggia Amblingh, spaventata per l’accaduto. Gli esperti dicono che occorre fare rumore, battere le mani, alzare le braccia per metterli in fuga i cinghiali. Sparare nel centro abitato è pericoloso. Gli esperti dell’Atc spiegano che i cinghiali in questo periodo raggiungono i comuni costieri con i cuccioli, in cerca di cibo. Quando scendono giù si accorgono di potersi cibare di frutta e verdura a volontà distruggono le colture, provocando molti danni economici agli agricoltori. Senza contare che creano pericoli per la pubblica incolumità. «È necessario che intervengano i cacciatori-selecontrollori per monitorare la situazione: ciascuno ben preparato e autorizzato», insiste da mesi la Copagri.

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