Ore in coda al Centro prelievi «La Asl riapra il distretto chiuso»

13 Agosto 2022

Caos al vecchio ospedale con tanti anziani in attesa per gli esami medici senza nemmeno una sedia L’assessore Stella attacca: «Da tre anni, lo Scalo si ritrova senza assistenza e nessuno si impegna»

CHIETI. File interminabili, caldo, nessuna panchina o sedia per riposarsi, distanze Covid per forza di cose poco rispettate. Mattinata di caos al centro prelievi del vecchio ospedale Santissima Annunziata, con un'utenza prevalentemente anziana, ancora più in difficoltà di fronte alle lunghe attese anche non preventivate per fare un prelievo di sangue. «Perché quando si va al centro prelievi», dice un utente, «non ti aspetti tutta questa gente». Almeno era così fino al 18 novembre del 2019, giorno in cui la Asl ha deciso la chiusura del distretto sanitario di base di Chieti Scalo: da allora, l’utenza della parte bassa della città, insieme anche a quella di alcuni centri limitrofi, si è riversata quasi in toto su Chieti alta. Ieri mattina tante le lamentele di chi era in attesa, ma tra i presenti, a denunciare la situazione, c'era anche l’assessore comunale alla sanità Fabio Stella: «La fila è molto lunga», dice Stella, «la situazione è insostenibile. E questa condizione mi dicono che si ripete spesso, soprattutto nel periodo di ferie o di maggiore affluenza. Non capisco come mai, in occasione del Jova Beach Party a Vasto, la Asl abbia trovato al volo la soluzione, pur parecchio complicata, del treno-ospedale. Mentre per Chieti, a oltre due anni e mezzo dalla chiusura del distretto sanitario di Chieti Scalo, il direttore generale della Asl Thomas Schael, lo stesso che ha deciso la chiusura del distretto senza una sede alternativa, non sia riuscito a trovare una benché minima soluzione al problema che ormai da troppo tempo affligge la città».
Il Comune un mese fa ha inviato una richiesta formale alla Asl per sapere a che punto è il progetto della riapertura del distretto sanitario di base di Chieti Scalo. La Asl ha intenzione di riaprire il distretto nei locali della stazione ferroviaria. Ma è stato proprio Stella a scoprire l’esistenza di un vincolo del ministero della Cultura che sembra aver bloccato la realizzazione del progetto. «La Asl non ci ha fatto sapere più nulla», continua l’assessore, «alla nostra richiesta non è pervenuta risposta. L’unica risposta che abbiamo avuto è quella governativa all’interrogazione di Daniela Torto, per cui il progetto doveva essere pronto alla fine di aprile. Per superare il vincolo del ministero della Cultura c’è bisogno di un nulla osta della Sovrintendenza, ma non sappiamo se l’ostacolo sia stato superato».
Nel frattempo la Asl va avanti con il progetto dell’apertura della Casa della salute nell’ex asilo nido di Madonna delle Piane, che ha deciso di acquistare con i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) proprio dal Comune. «Un progetto importante», dice Stella, «che però non equivale certamente alla riapertura del distretto sanitario di base».