Organetto e palloncini per l’addio a Dominik

17 Luglio 2020

A centinaia si radunano a Villa Elce per i funerali del 22enne morto nello schianto Il ricordo degli amici: «È stato un dono conoscerti, un esempio di forza e amore»

LANCIANO. Le note allegre del “du botte” e l’abbraccio degli amici. Non solo lacrime per l’ultimo saluto a Dominik Dell’Elce. Lo strazio dei giorni successivi al terribile schianto, che sabato notte ha strappato alla vita il 22enne di Lanciano, lascia spazio a quello che Dominik era in vita. Un ragazzo serio, solare, disponibile e aperto al prossimo. C’è l’intera contrada di Villa Elce, e non solo, per l’addio a Dominik. Le auto formano lunghe colonne lungo la strada per Atessa e il ristorante “Il Pino” mette a disposizione il suo parcheggio. In centinaia aspettano l’arrivo del feretro che sale dall’abitazione della famiglia Dell’Elce, portato a spalla da parenti e amici, fin sul sagrato della chiesa Madonna del Pozzo dove la messa si tiene all’aperto. «Buon viaggio Dò, ti ricorderemo sempre», è il messaggio scritto su un lenzuolo appeso all’esterno. La bara bianca, ricoperta di rose bianche e ortensie, viene adagiata davanti all’ingresso della chiesa, dov’è allestito l’altare. Accanto al feretro siedono mamma Rosanna e papà Claudio, i fratelli William e Mariavittoria. Si tengono per mano, si stringono per farsi forza a vicenda. «Dominik era un ragazzo posato, puro, sincero, educato», dice don Valerio, che celebra la messa insieme a don Loreto Grossi, parroco di San Leucio ad Atessa, «che voleva rendersi utile alla comunità. Papà Claudio lo voleva già sistemato e lui rideva, perché a 22 anni la vita bisogna viverla. Dominik l’ha vissuta perché ha amato, il suo lavoro, la sua famiglia, i suoi amici, il suo prossimo. E la prova sono tutte queste persone qui presenti». Mamma Rosanna stringe al petto la foto del figlio. Papà Claudio adagia sul feretro una maglietta con la foto di Dominik e tante dediche.
Al termine della celebrazione gli amici si radunano di fronte alla bara bianca per dare l’ultimo saluto al compagno di tante avventure: «È stato un dono, un privilegio conoscerti e averti accanto», legge uno per tutti, «a te che sei riuscito a dare tutto a chi ti ha conosciuto, fuorché tristezza, chiediamo scusa se per un po’ di tempo vivremo come non avresti voluto, ma comprendi bene il vuoto fisico che lasci. Fa che una volta superato questo momento possiamo continuare a vivere tenendo a cuore il tuo esempio di perseveranza, di forza, di amore per la famiglia, di attenzione verso chi ha bisogno». Dopo la commozione e le lacrime, inaspettato, arriva un momento di spensieratezza: Emanuele Costantini imbraccia un organetto “du botte” per rendere omaggio allo spirito allegro e solare di Dominik, che amava suonare questo strumento. «Ciao Dominik», grida qualcuno mentre vengono fatti volare palloncini bianchi e celesti con il saluto degli “amici della Ip” (il distributore di benzina dove il 22enne, che era anche weekendista alla Isringhausen di Atessa, lavorava). Tanti giovani si avvicinano alla bara bianca, accarezzandola e abbracciandola come a non volerla lasciare andar via.