Organizza un ultimo brindisi prima di demolire il gazebo
VASTO. Si accinge a demolire il gazebo e per l’occasione invita la cittadinanza a un «ultimo brindisi». È la provocazione lanciata da Salvatore Tedesco, titolare del “Bau bar Vasto” di via Adriatica,...
VASTO. Si accinge a demolire il gazebo e per l’occasione invita la cittadinanza a un «ultimo brindisi». È la provocazione lanciata da Salvatore Tedesco, titolare del “Bau bar Vasto” di via Adriatica, destinatario di una ordinanza del settore urbanistica. Le opere da abbattere sono una canna fumaria realizzata sulla facciata posteriore dell’attività e un gazebo di 2,57 centimetri. Tutte opere realizzate senza autorizzazione stando alle verifiche dei tecnici comunali, coadiuvati dal nucleo di polizia edilizia dei vigili urbani. Dal racconto del titolare del bar emerge, però, una storia di ordinaria burocrazia.
«Quasi quattro anni fa consegnai agli uffici competenti un progetto per la realizzazione di un dehors esterno che andava a sostituire il gazebo in questione, da me trovato già allestito dal precedente gestore, e che cercava di armonizzare la mia idea di locale con la bellezza della veduta del golfo di Vasto», spiega il commerciante, «purtroppo quel progetto venne rifiutato e io rinunciai a portare avanti un’ulteriore intervento, rassegnandomi all’idea che non si possono installare strutture ricettive innovative e giovanili. Diversa è la questione della canna fumaria che, invece, è stata installata l’anno scorso a seguito di un progetto di riqualificazione del locale curato per me da un architetto di fiducia nella totale garanzia di una piena aderenza al regolamento previsto. Qui la nostra buona fede non è bastata e stiamo immediatamente provvedendo a rimediare all’errore commesso».
La questione sollevata da Tedesco è uno dei problemi maggiormente sentiti dai commercianti del centro storico che da anni chiedono di installare dehors, strutture provvisorie e rimovibili che consentono alle attività commerciali prive di spazi interni di restare aperti anche durante la stagione invernale, trovando l’opposizione della Sovrintendenza.
Anna Bontempo
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