Oro di San Rocco venduto «Non archiviate il caso»

23 Giugno 2016

Orsogna, i fedeli in tribunale per opporsi alla richiesta del pm di chiudere il caso «E contro don Mario non si proceda per furto ma per la tutela dei beni culturali»

ORSOGNA. «Siamo stati traditi nel diritto alla tradizione. La gente di Orsogna è molto devota al culto di San Rocco. C’è chi si è spogliato della catenina d’oro per donarla al santo, pur non avendo grandi disponibilità economiche. Con la scomparsa dell’oro di San Rocco ci hanno derubato dei nostri valori più profondi». È un fiume in piena Maria Antonietta Piccicacco, presidente del “Comitato per il recupero dell’oro di San Rocco” che nel 2015 ha firmato l’esposto in procura sulla sparizione dell’oro votivo cucito al mantello della statua del santo. «Erano i giorni dedicati alla festa di San Rocco, a metà agosto», ricorda la signora, «quando improvvisamente ci siamo accorti che, al posto del tesoro del santo, c’erano soltanto monili e bigiotteria di poco pregio». Sgomento e incredulità si impossessarono della piccola comunità orsognese.

Furono confezionate 5 mila cartoline con l’immagine del santo prima e dopo la spoliazione e partì la ricerca degli oggetti scomparsi. “Un tesoro storico ed artistico di oro votivo di inestimabile valore ci è stato sottratto. Aiutaci a ritrovarlo”, c’era scritto sulle cartoline indirizzate a “Sua Santità Francesco, Casa Santa Marta, 00120 Città del Vaticano, Italy”. È partita anche l’inchiesta della procura affidata al pm Giancarlo Ciani. Ad essere iscritto nel registro degli indagati, per furto, è stato l’allora parroco del paese, ora in pensione, don Mario Persoglio, il primo a cui i fedeli si erano rivolti in cerca di spiegazioni. Il parroco, dopo un po’ di tira e molla, ha riferito di aver venduto l’oro per riparare il tetto della chiesa parrocchiale. Spuntano, infatti, anche documenti relativi ai registri di un Compro Oro di Francavilla che ha acquistato 1 chilo e 457 grammi di gioielli, ma per i parrocchiani si tratterebbe solo di una minima parte del tesoro scomparso. La procura chiede l’archiviazione dell’inchiesta, ma il Comitato, attraverso i propri legali Mauro Faiulli e Delia Verna, si oppone e chiede di procedere non per furto ma per la violazione della normativa a tutela dei beni culturali o di valutare altre ipotesi di reato. Ieri era attesa la decisione del gip Antonella Redaelli, ma l’udienza è slittata a causa di un legittimo impedimento presentato dall’avvocato di don Mario, Nicola Giambuzzi. Se ne riparlerà il 13 luglio quando la signora Piccicacco e le altre parrocchiane si ripresenteranno di nuovo nei corridoi del tribunale decise a «non far cadere l’oblio su questa vicenda. Perché la cittadinanza di Orsogna non dimenticherà mai». (a.i.)

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