Orsogna, il sindaco: "Per il referendum paghino le prefetture"

19 Marzo 2016

Lettera di Montepara al prefetto dopo la nota in cui si invitano i Comuni a non eccedere sulle spese per la consultazione del 17 aprile. "Non possono essere i cittadini a sostenere le spese di una consultazione che il Governo sta tentando di boicottare"

ORSOGNA. Uno dei mezzi che il governo Renzi sta utilizzando per boicottare i referendum sulle trivellazioni è quello di addossare ai singoli Comuni le spese della consultazione. Una possibilità che il sindaco di Orsogna (Chieti), Fabrizio Montepara, ha respinto al mittente con una lettera inviata al prefetto. «La Prefettura di Chieti si attivi per organizzare a Orsogna le operazioni elettorali per svolgere il referendum "sulle trivelle" e coprirnere le spese, perché non possono essere i cittadini a sostenere i costi di una consultazione che il Governo sta cercando di boicottare in tanti modi, l'ultimo dei quali è scaricarne gli oneri sui Comuni», scrive il sindaco Montepara. Il primo cittadino della città dei talami ha annunciato al prefetto che «non intende assolutamente pagare eventuali somme eccedenti rispetto ai fondi che non sono stati finora assegnati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze». Montepara ha risposto in questi termini a una lettera della stessa Prefettura in cui si invitano i Comuni a contenere le spese nei limiti (ancora ignoti) delle assegnazioni che saranno disposte dal Ministero e che eventuali eccedenze resteranno a carico degli enti locali. «Il Governo - afferma Montepara, tra l'altro presidente nazionale dell'associazione Res Tipica dell'Anci - si è prima rifiutato di accorpare il referendum con le elezioni amministrative, evidentemente per rendere più difficile raggiungere il quorum. Ora ci invita a fare le nozze con i fichi secchi e, di fatto, a svolgere con pochi mezzi la consultazione, minacciando che le spese saranno a carico dei Comuni, le cui risorse sono notoriamente già al lumicino. Io sono favorevole al referendum e voterò per il sì, e a maggior ragione non mi sta bene questa ipocrisia. Per cui attendiamo che la Prefettura si attivi per organizzare la consultazione: noi non abbiamo intenzione di far pesare i mezzucci della politica sulle finanze della nostra comunità».