Orsogna non trova più la Medaglia al merito consegnata da Ciampi

L’argento nel 2003 per le vittime dei bombardamenti perduto 8 anni fa in un corteo ma pochi lo sapevano
ORSOGNA. Ogni medaglia ha il suo rovescio. A Orsogna l’icona dedicata all’eroismo e al martirio dei civili è stata smarrita un anno dopo il suo ingresso trionfale in paese e senza che la comunità ne fosse stata informata. Per carità: come diceva Diderot, di una medaglia “non va offuscata la bellezza dell’altra faccia, spesso con l’effigie del sovrano”. Ma quello che può essere l’aspetto meno bello e conveniente di un riconoscimento, spesso prende il sopravvento su tutto il resto.
QUEL 5 DICEMBRE 2003. L’arrivo della Medaglia in paese - 12 anni fa proprio oggi - fu atteso da centinaia di alunni con in pugno il tricolore, le bandiere tedesche e dell’Ue nella “Festa della pace”. C’erano la fanfara dei carabinieri, il prefetto Aldo Vaccaro, l’ambasciatrice della Nuova Zelanda Julie McKenzie, l’ambasciatore della Germania Klaus Neubert, autorità militari e delle istituzioni. Il consiglio comunale fu riunito in seduta straordinaria, il vescovo Edoardo Menichelli commemorò i morti di tutti i conflitti e il sindaco Fabrizio Montepara ribadì che no, la ferita causata dalla Seconda guerra di 60 anni prima, era ancora uno squarcio aperto sulla memoria del paese. Dalle parole di ogni oratore arrivò anche il ricordo dei 19 tra carabinieri, militari dell’esercito e civili, morti 23 giorni prima, il 12 novembre, nell’attacco terroristico di Nassiriya, in Iraq, contro le forze armate che partecipavano all’Operazione Antica Babilonia. L’alzabandiera commosse tutti.
IL CORTEO A ORTONA. Ma da 10 anni Orsogna non ha più la “sua” Medaglia: l’argento al merito civile è andato perduto. Conferito il 26 marzo 2003 dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l’onorificenza arrivò il dicembre successivo accolta da due ali di folla dal viale intitolato all’eroe del paese Raffaele Paolucci in un tripudio di applausi e con le note dell’inno di Haydn, del God Defend New Zealand e del Canto degli Italiani mandati a manetta. Piangevano gli anziani, riflettevano i giovani, sorridevano gli occhi innocenti dei bambini. Appuntata sul gonfalone con una spilla da balia, la decorazione sparì a maggio del 2005, quando il paese fu invitato al corteo storico della Dama delle Chiavi d’argento di Ortona per la festa dell’apostolo Tommaso. Imperizia, imprudenza o negligenza? Meglio chiamarla sbadataggine o trascuratezza.
L’ALLERGIA AI METALLI PREZIOSI. La realtà è ancora più triste perché questo borgo raso al suolo dai bombardamenti degli alleati si è scoperto insofferente ai metalli preziosi: non si è ancora ripreso dallo choc ingenerato sui fedeli per l’oro del tanto venerato San Rocco - gli ex voto suscepto - venduto dal parroco all’insaputa di tutti per rifare il tetto della chiesa, ed ecco che anche la società laica annota che quell’onorificenza assegnata per il tributo di sangue offerto dai suoi cittadini per riconquistare la libertà, non esiste più. Insomma, gli ori e l’argento “del dolore”, i gioielli dei patimenti e del riscatto dalle miserie e segno di fede il buon Dio e per la Patria, non ci sono più.
LO GUERRA. Furono la 26ª divisione della Wehrmacht e la 2ª divisione neozelandese inquadrata nell’8ª Armata britannica, a fronteggiarsi a Orsogna nei giorni di guerra in uno dei capitoli più sanguinosi della Campagna d’Italia nel settore orientale, dove il conflitto ristagnò per l’inverno e la primavera ’43-’44, prima che gli alleati riuscissero a sfondare da queste parti e a proseguire l’avanzata verso nord. E quale occasione migliore, dunque, per lanciare un messaggio di pace alla presenza degli ambasciatori dei due Paesi che avevano combattuto su questo suolo e vederli abbracciati nella consegna della Medaglia a Orsogna? L’eroismo di questo borgo fu anche nell’aver sopportato di essere punto nevralgico di un fronte sul quale i morti si contarono ogni giorno: i bombardamenti aerei e di artiglieria alleati, la battaglia, la durezza dei militari tedeschi con i loro eccidi collettivi e le esecuzioni isolate, i rastrellamenti e lo sfollamento. Non è mancano nulla.
L’EX SINDACO. «Sì, la Medaglia è stata smarrita», ammette l’ex sindaco Alessandro D’Alessandro, «eravamo a Ortona per il corteo storico e con me avevo portato un operaio del Comune affinchè sfilasse col gonfalone. Quell’onorificenza l’ho sempre usata poco per evitare proprio che si perdesse. Forse è successo quando il gonfalone fu smontato dopo la sfilata e riposto nel suo contenitore. In strada, quando stavamo tornando a Orsogna, mi venne qualche dubbio, come un presentimento: chiesi all’operaio che era con me di controllare, ci fermammo e scoprimmo che la Medaglia non c’era più. I nostri vigili urbani lanciarono un appello ai loro colleghi di Ortona, ma quel riconoscimento non fu mai trovato. Eppure ero convinto che qualcuno lo restituisse. Ho cercato di far riprodurre la Medaglia ma trovai mille complicazioni. Ecco, quando ricordo questa vicenda mi si riapre una ferita al cuore».
CHE COSA FARE? «Stiamo verificando, anche attraverso la presidenza della Regione, se è possibile avere un duplicato della Medaglia», aggiunge Fabrizio Montepara, attuale sindaco e primo cittadino nella cerimonia di 12 anni fa, «anche se riuscissimo ad avere il calco potremmo accollarci la spesa per la sua realizzazione». Ma tornerà quell’argento sul gonfalone? Si spera di sì. Intanto bisognerebbe riavvolgere il nastro di questa incredibile storia e andare a ritroso da oggi al giorno della cerimonia di 12 anni fa. Perché, come nel lavoro a maglia ogni rovescio ha il suo diritto, così anche in questa dolorosa vicenda il rovescio abbia la sua Medaglia.
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