Ortona, a giudizio tre custodi assenteisti

27 Giugno 2014

L’accusa: in giro per faccende personali invece di vigilare teatro, castello aragonese e palestra

ORTONA. Andavano in giro per faccende e commissioni personali, ma risultavano presenti al lavoro. Per questa ragione sono stati rinviati a giudizio tre dipendenti del comune di Ortona che si è costituito parte civile con annessa richiesta di risarcimento per danni all'immagine e all'erario. I dipendenti comunali erano impiegati al servizio di custodia di tre strutture cittadine, due delle quali di grande rilievo per l'immagine di Ortona: il teatro Tosti, il Castello Aragonese e la palestra comunale. Secondo le indagini effettuate dalla Guardia di Finanza nel 2011 i dipendenti timbravano il cartellino, ma poi non risultavano presenti sul posto di lavoro nelle ore stabilite. Le indagini sono durate giorni, con tanto di appostamenti, fotografie e documentazioni riguardo le attività personali dei custodi. Di qui l'avvio del procedimento penale. Lo scorso 5 giugno i tre dipendenti sono stati rinviati a giudizio davanti al tribunale monocratico di Ortona per truffa aggravata ai danni dell'amministrazione comunale che si è costituita parte civile nel procedimento. A d assistere il comune è l'avvocato Francesca Di Muzio. Intanto a Palazzo di città sembra che fosse stato avviato anche un procedimento disciplinare interno che sarebbe però stato sospeso in attesa della decisione del giudice. Resta lo sconcerto per la città di Ortona per la gestione di due dei suoi monumenti più rappresentativi, il teatro e il castello. Le due strutture, di grande rilevanza storica, culturale e turistica risultavano sprovviste di custode in momenti in cui tuttavia sarebbero dovute restare aperte al pubblico. Non si conosce da chi e da quale circostanza particolare fosse partita l'indagine della Finanza, se si sia trattato di una soffiata da parte di qualcuno o di una indagine a campione. Resta il rinvio a giudizio dei dipendenti e la posizione del comune che, forse per la prima volta, si costituisce parte civile in un procedimento del genere. Questo a causa delle ricadute di immagine che una vicenda come questa può provocare in una città vocata al turismo e che proprio su questo settore ha deciso di scommettere. Gravi anche le ricadute in termini economici, in un periodo non felice per le finanze delle pubbliche amministrazioni che, oltre ai tagli, devono fare i conti anche con i furbetti.

Daria De Laurentiis