Ortona, l'appello della figlia di Claudio Caravaggio: "Mio padre mai arrestato ma rovinato da un'omonimia"

Camionista di 54 anni rischia il lavoro per un caso di omonimia con un uomo arrestato per commercio illecito di auto di grossa cilindrata
ORTONA. «Mio padre non ha nulla a che vedere con il traffico illegale di auto. Ha solo la sfortuna di avere lo stesso nome, cognome e anno di nascita di una persona finita in carcere il 25 gennaio del 2011». È lo sfogo amaro di Francesca, figlia di Claudio Caravaggio, 54 anni, autotrasportatore di carburanti. Una vita tranquilla fino al 25 gennaio di 4 anni fa, quando sulla stampa è apparsa la notizia dei nove arresti tra Mannheim e Ortona per commercio illecito di auto di grossa cilindrata. Le macchine, in pratica, venivano reimmatricolate e poi rivendute sottocosto in Italia.
Nella lista degli arrestati c’era anche un Claudio Caravaggio, 50 anni di Lanciano che non ha nulla a che vedere con il papà di Francesca. «Un incredibile caso di omonimia» spiega la figlia «che ci sta rovinando la vita. Tutte le volte che papà deve presentare i documenti per motivi di lavoro le forze dell’ordine bloccano le operazioni di carico o scarico perché al terminale risulta una persona arrestata. Mio padre è nato il 7 novembre del 1961e non credo che il suo omonimo possa essere nato anche stesso giorno e mese».
Ma l’errore è sempre in agguato. Francesca spera che la pubblicazione della foto del papà e della incredibile storia servano a fare chiarezza una volta per tutte e induca chi controlla i documenti ad essere più scrupoloso.(y.f.)

