Ortona ora aspetta il “traghettatore”

Il sindaco dimissionario D’Ottavio tira dritto: «Decisione sofferta ma ponderata». Ma sulla ricandidatura non si sbilancia
ORTONA. Nessuna incertezza, nessun ripensamento. Una settimana dopo l’annuncio delle sue dimissioni, il sindaco Vincenzo D’Ottavio conferma la decisione di abbandonare il timone della città. A meno di clamorosi colpi di scena dell'ultimo secondo da parte dell’ormai ex primo cittadino ad Ortona arriverà il commissario, chiamato ad amministrare fino alle prossime elezioni. Dovranno trascorrere però venti giorni dalla data delle dimissioni di D’Ottavio, ufficializzate lunedì scorso: domenica 5 marzo scadrà quindi l’ultimatum e dal 6 inizierà la procedura per l’arrivo del “traghettatore”. È proprio D’Ottavio a confermare che non tornerà sui suoi passi: «È stata una decisione molto sofferta, e in quanto tale è stata pensata e ponderata» dichiara al Centro il sindaco dimissionario. «Se non ci fossero state motivazioni davvero serie, non sarei arrivato a questa drastica soluzione per nessuna ragione al mondo. I fatti politici accaduti sono stati talmente gravi che sarà difficile per me tornare indietro». Ancor prima di dimettersi, però, D’Ottavio aveva annunciato la sua ricandidatura. È in gioco oppure è stata ritirata? Su questo aspetto l’ex primo cittadino ortonese non si sbilancia: «Vediamo, dipende da cosa fanno gli altri. Voglio valutare prima chi scende in campo, tutto è possibile». Dopo aver abbandonato la guida della città, il sindaco ha visto rimossi dal loro ruolo anche due membri della sua squadra di governo, l’assessore alle manifestazioni Tommaso D’Anchini e quello ai lavori pubblici Domenico De Iure. Una decisione presa dal vicesindaco Luigi Menicucci e sulla quale D’Ottavio non si sbilancia: «Mi dispiace per entrambi gli assessori», commenta. «Io avrei potuto anche azzerare la Giunta prima di dimettermi, ma non l’ho fatto per senso di responsabilità, per non bloccare l’amministrazione di questa città, tant’è che la Giunta sta continuando a operare». Ma nel frattempo sulla vicenda degli assessori rimossi si è scatenata la critica della minoranza. È il consigliere comunale Leo Castiglione a polemizzare: «Si tratta della fine naturale di un’amministrazione che fin dal suo insediamento ha avuto problemi di coesione, riversando sulla città le proprie beghe». Poi aggiunge: «Le ultime vicende mostrano come l’interesse principale di questi amministratori sia affermare il proprio potere a discapito di altri, continuando ad occuparsi di beghe di palazzo invece di capire e risolvere le reali esigenze dei cittadini. Anche se il Pd ortonese cercherà di ricrearsi un’immagine e una verginità politica, la città non dimenticherà facilmente il disastro di questi anni di cui è responsabile come primo partito della coalizione». Intanto D’Anchini e De Iure, che inizialmente non avevano voluto rilasciare dichiarazioni, hanno convocato per stamattina una conferenza in cui daranno la propria opinione in merito.
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