Ortopedia, 18 pazienti da operare ma i medici in servizio sono solo 3

La pianta organica prevede 7 professionisti più il primario che è anche l’unico ad avere la reperibilità Di Prinzio: «Sono davvero stanco». Amato (Radiologia): «Questo reparto è il problema dei problemi»
VASTO. Ospedale San Pio: drammatiche le condizioni in Ortopedia. Nel reparto afflitto da mesi da carenza di medici, da qualche giorno, con la chiusura di Ortopedia a Lanciano causa Covid, la situazione è precipitata. Attualmente sono occupati 21 posti letto, con 18 pazienti da operare. I medici sono solo 3: Giulio De Martino, Francesco Meale che andrà in pensione il 1° luglio e il primario Enzo Di Prinzio. La pianta organica prevede 7 medici più il primario. La cosa più grave è che l'unico medico che ha la reperibilità è il primario Di Prinzio. Da gennaio deve garantire ogni giorno la reperibilità. Ci sono giorni in cui Di Prinzio lascia l'ospedale alle 5 del mattino e torna dopo poche ore.
Il problema si trascina da tempo. Di tanto in tanto arrivano aiuti da altri ospedali ma non ci sono assunzioni definitive e tanto meno medici con reperibilità che possono dare il cambio al primario. Nei giorni scorsi il manager Asl Thomas Schael ha incontrato i primari di Radiologia, Urologia e Blocco operatorio per discutere con loro e fare il punto su personale e attrezzature. «Nel corso della riunione», dice il primario di Radiologia, Maria Amato, «nonostante i problemi del mio reparto mi sono sentita in dovere di ricordare che il problema dei problemi al San Pio è Ortopedia».
Il primario Di Prinzio è allo stremo. Ogni giorno il reparto soccorre in media una quarantina di persone. Di Prinzio deve garantire la gestione del reparto ma anche l'ambulatorio, l'attività chirurgica e la reperibilità. «Non nascondo di essere davvero stanco», ammette il primario. «Andrebbe trovata una soluzione, non palliativi». Tanti i colleghi solidali con lui e qualcuno rimarca che non è fisicamente possibile sopportare la mole di lavoro e i turni che da mesi affliggono Di Prinzio. Chi entra in sala operatoria deve essere lucido e riposato.
In una nota la Asl assicura che la volontà di ascolto e confronto con i professionisti per il manager è prioritaria. Ai primari è stata ribadita la vocazione chirurgica del San Pio, così come l’impegno della direzione a garantirne l’efficienza attraverso la dotazione adeguata di risorse umane e tecnologie: «La copertura degli organici è una nostra costante preoccupazione», ha detto Schael, «che si scontra con difficoltà oggettive nell’arruolamento di nuovi professionisti, sia per indisponibilità di molti a prestare servizio negli ospedali di provincia che per mancanza di specialisti in alcune discipline. Ma saranno percorse tutte le strade possibili per garantire personale in numero sufficiente allo svolgimento delle attività di un ospedale Dea di I livello». Il 5 maggio verranno esaminati i 3 candidati che hanno presentato domanda ma non potranno affiancare da subito Di Prinzio. La Asl assicura che è pronta l'assunzione per quanti daranno la disponibilità a un trasferimento immediato.
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