Ospedale, è scontro sul futuro: «Ostaggio di mancate scelte»

ATESSA. «La rete ospedaliera regionale continua a rimanere impigliata attorno ai quatto grandi ospedali provinciali e il nostro San Camillo è ostaggio di mancate decisioni e scelte». Questo afferma...
ATESSA. «La rete ospedaliera regionale continua a rimanere impigliata attorno ai quatto grandi ospedali provinciali e il nostro San Camillo è ostaggio di mancate decisioni e scelte». Questo afferma in una nota il gruppo di maggioranza, Uniti per Atessa, a sostegno del sindaco Giulio Borrelli, dopo gli interventi sul Centro del 20 maggio dei primi cittadini dei quattro capoluoghi di provincia abruzzesi. «Dalla lettura delle dichiarazioni dei sindaci sui super-ospedali, esistono posizioni contrastanti. In ogni caso ognuno di loro ha mosso critiche all’attuale proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera, formulando soluzioni alternative e inconciliabili tra loro. Tutti i quattro sindaci, di diverso orientamento politico», continua la maggioranza, «hanno comunque evidenziato che non è più rinviabile l’approvazione della nuova rete ospedaliera, soprattutto dopo la pandemia ancora in corso, con l’auspicio che vengano garantite le necessarie e qualificate risorse mediche ed infermieristiche, oltre a quelle strumentali». Per quanto riguarda il San Camillo di Atessa, in ogni caso, esso viene confermato come ospedale di area particolarmente disagiata. «Ciò a conferma che non era affatto un “bluff” e per smentire chi adesso vorrebbe far credere che la documentazione prodotta non era idonea. Ora, come allora», conclude la nota di Uniti per Atessa, «il nostro ospedale è rimasto ostaggio dei “super-ospedali” (i cosiddetti Dea di secondo livello) dei quattro Comuni capoluoghi». (m.d.n.)

