Ospedale, cucina ancora chiusa Al via proteste e raccolta firme
VASTO. Si riaccende in città la battaglia per la riapertura della cucina del San Pio. Il sindaco, Francesco Menna, attacca la Regione e l'assessore Nicoletta Verì. «L'assessore», dice Menna, «deve...
VASTO. Si riaccende in città la battaglia per la riapertura della cucina del San Pio. Il sindaco, Francesco Menna, attacca la Regione e l'assessore Nicoletta Verì. «L'assessore», dice Menna, «deve autorizzare il manager della Asl, Thomas Schael, a riaprire la cucina dell'ospedale di Vasto. Una struttura con 1.000 persone al suo interno non può restare senza la cucina, destinando a dipendenti e pazienti vassoi di cibo che arrivano da Lanciano freddi e immangiabili. La Regione non può lasciare il San Pio senza la cucina», afferma il sindaco invitando Verì a provvedere a rimediare al disservizio.
Il comitato civico L'Arcobaleno, presieduto dall'avvocato Angela Pennetta, forte delle richieste di aiuto ricevute in questi giorni, ha deciso di portare la questione in piazza. «Siamo pronti ad organizzare una petizione per dare agli utenti del San Pio un servizio a cui hanno diritto», fa sapere la Pennetta. La protesta è raccontata anche su Facebook da decine di post. «Questa vicenda», dice il segretario provinciale del Pd, Gianni Cordisco, «è il senso di come la Regione considera Vasto. Dopo un anno e mezzo di attesa siamo al nulla. I pazienti di Vasto vengono considerati di secondo livello, possono mangiare, ma freddo. Possibile che al San Pio non esista un locale adeguato? La realtà è che manca la volontà. Per il governo regionale di destra, Vasto e il vastese sono la periferia».
Che il San Pio meriti più attenzioni è opinione di gran parte del consiglio comunale. Per Edmondo Laudazi (Il nuovo faro) la cucina chiusa è solo uno dei tanti aspetti negativi. «Il problema», annota Laudazi, «del miglioramento dei servizi destinati ai pazienti del San Pio, compresa la cucina, va inquadrato in un più vasto contesto di ristrutturazione e riorganizzazione del presidio ospedaliero di Vasto. Miglioramento di cui si avverte il bisogno». (p.c.)
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