Ospedale di area disagiata, la decisione entro l’estate

23 Maggio 2018

ATESSA. Continua l’iter per il riconoscimento del San Camillo in ospedale di area disagiata. Un recente verbale del tavolo di monitoraggio conferma quanto affermato nei giorni scorsi da Silvio...

ATESSA. Continua l’iter per il riconoscimento del San Camillo in ospedale di area disagiata. Un recente verbale del tavolo di monitoraggio conferma quanto affermato nei giorni scorsi da Silvio Paolucci. L’assessore regionale alla Sanità, in visita all’ospedale atessano, aveva detto che l’iter burocratico è in una fase avanzata e il riconoscimento in ospedale di area disagiata è entrato a far parte del disegno complessivo della rete ospedaliera regionale. Paolucci ha spiegato che, per accelerare i tempi, avevano cercato di approntare una sorta di “variante” per Atessa. Il Ministero ha scelto però di discutere il pacchetto unico delle “revisioni” della sanità regionale nelle quali ci sono il Dea di 2° livello di Chieti-Pescara, l’ospedale di Popoli e, appunto, la riconversione del San Camillo. Per Atessa la documentazione è già stata preparata in modo esaustivo. Si legge nell’ultimo documento arrivato dal tavolo di monitoraggio: «Presidio di Atessa: la rete ne prevedeva la riconversione in ospedale di comunità, tuttavia la Regione (con la nota 22/2018) ne richiede la configurazione in ospedale di area disagiata». Incrociando le dita, per la prossima estate si saprà se la “firma” per la conversione dell’ospedale sarà apposta o meno. La vicenda per il riconoscimento in ospedale di area disagiata è basta su alcuni punti fermi: consiglio comunale del 6 novembre 2017, delibera di giunta regionale del 7 novembre, delibera di giunta regionale del 17 gennaio con la quale la Regione ha cambiato gli atti programmatori riconoscendo Atessa presidio ospedaliero di area disagiata. (m.d.n.)