Ospedale di zona disagiata «L’iter va avanti spedito»

Atessa. Il sindaco Borrelli replica al centrodestra: a loro non interessa il risultato L’assessore Paolucci venerdì al San Camillo per incontrare medici e infermieri
ATESSA. L’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci sarà in visita venerdì prossimo all’ospedale per spiegare a medici e infermieri come stanno le cose. «Il riconoscimento del San Camillo come ospedale di area disagiata è in una fase istruttoria avanzata e lo dimostrano gli atti regionali e ministeriali», replica il sindaco Giulio Borrelli in maniera secca e decisa alle polemiche, ritenute sterili e dannose, innescate in questi giorni da più parti, soprattutto da esponenti politici di centrodestra, a seguito agli articoli del Centro sulla riorganizzazione sanitaria regionale. La giunta regionale, prima con delibera 642 del novembre 2017 e poi con delibera numero 15 del 17 gennaio 2018, dopo vari incontri preparatori ha dato l’ok al potenziamento e alla riqualificazione dell’ospedale sangrino, stoppandone la riconversione in presidio sanitario di assistenza (Pta). E, dichiarando di voler cambiare i propri atti programmatori, nell’ambito del riordino della rete ospedaliera che non è stato ancora concluso, ha dato il via libera al riconoscimento di Atessa come presidio di area disagiata. Gli atti sono poi stati inviati a Roma per essere sottoposti al tavolo di monitoraggio nazionale, composto dai ministeri della Salute e dell’Economia e da rappresentanti della conferenza Stato-Regioni. Tutto è confermato da un documento del 2 marzo scorso a firma del direttore generale del ministero della Salute, Andrea Urbani, con il quale Borrelli ha parlato più volte, e che è stato inviato alla Regione. Nel documento si evidenzia che «la proposta di potenziamento quali-quantitativo del presidio ospedaliero San Camillo de Lellis, elaborata dal tavolo tecnico di cui alla delibera di giunta regionale 642/2017, è in fase istruttoria da parte degli uffici competenti e a breve potrà essere sottoposta a valutazione da parte del tavolo per il monitoraggio del decreto ministeriale 70/2015». Nello stesso documento viene chiesto di specificare la dotazione di posti letto, il dimensionamento delle discipline sulla base dei bacini di utenza e l’articolazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza. E dalla Regione, lo scorso 9 aprile, sono state preparate tutte le integrazioni richieste dal ministero della Salute, con un documento a firma di Alfonso Mascitelli, presidente dell’Agenzia sanitaria regionale. «Questi sono i fatti», dice Borrelli, «le procedure vanno avanti, con i tempi che la burocrazia in Italia richiede. Confidiamo in una prossima e definitiva riorganizzazione di tutta la rete ospedaliera abruzzese, che dovrebbe comprendere anche altre realtà. La nostra battaglia prosegue. Se i nostri cortesi avversari si fossero informati meglio, e non avessero preso lucciole per lanterne, avrebbero potuto risparmiarsi l’ennesima filippica contro l’amministrazione comunale che, con coerenza e serietà, sta facendo tutto il possibile per chiudere positivamente l’istruttoria in corso sull’ospedale di Atessa. Evidentemente a loro non interessa il risultato, come dimostrano i comportamenti avuti durante la passata amministrazione di centrodestra, quando l’ospedale veniva progressivamente smantellato. Preferiscono dar fiato a una volgare propaganda per piazzare un loro candidato alle prossime elezioni regionali, sotto le insegne di Forza Italia e della Lega».
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