Ospedale di zona disagiata Speranze per Guardiagrele

La Regione orientata a portare la proposta al tavolo di monitoraggio di novembre Salute è Diritto: «Vogliamo la riattivazione di servizi e reparti che salvino la vita»
GUARDIAGRELE. La Regione starebbe predisponendo una ulteriore modifica alla rete ospedaliera dopo il riconoscimento dei presidi sanitari di Atessa e Popoli in ospedali di zone disagiate, per l’inserimento nella stessa lista anche dell’ospedale Santissima Immacolata di Guardiagrele. La conferma ufficiale non c’è ma sembra che gli uffici del settore sanità della Regione stiano lavorando con una certa urgenza per inviare gli atti al tavolo di confronto con i ministeri della Salute e dell’Economia annunciato per metà novembre.
Intanto sulla vicenda ospedale, torna a farsi sentire il sodalizio Salute è Diritto. «L’associazione e i cittadini del territorio non chiedono un ospedale clinicizzato, ma la semplice e fondamentale riattivazione di quei reparti e servizi quali il Pronto soccorso, Medicina e Lungodegenza indispensabili a salvare la vita», sostiene in una nota il sodalizio annunciando di far conoscere le sue proposte ai candidati alla presidenza della Regione in vista del voto del prossimo 10 febbraio.
«Dopo le numerose segnalazioni pervenute all'associazione dagli utenti, dopo le svariate riunioni tenutesi con tecnici e professionisti sanitari, dopo aver studiato e avuto confronti sulla materia legislativa sanitaria, il sodalizio», prosegue la nota, «in sinergia con alcuni valorosi medici ospedalieri e avvocati, ha formulato una nuova proposta di trasformazione per l’ospedale. Il documento fa riferimento alle leggi nazionali e ai regolamenti regionali sulla sanità. In sostanza, viste le condizioni in cui si trovano gli ammalati costretti a “soggiornare” sulle barelle e lungo i corridoi dell'ospedale di Chieti; vista l'inadeguatezza del sistema di emergenza-urgenza; visto il sovraffollamento degli ospedali maggiori e considerato che la Regione si attiene ancora alla legge regionale 6/2007, la quale evidenzia che i piccoli ospedali devono essere riconvertiti in ospedali di territorio (oggi definiti ospedali di zona disagiata), chiede alla Regione di riconvertire al più presto l’ospedale di Guardiagrele. Il comprensorio guardiese, che conta un bacino di utenza di oltre 43 mila abitanti, superiore a quello di Sulmona, Ortona, Atessa, Castel di Sangro e Popoli, ha bisogno di questo tipo di presidio. La proposta dell’associazione è stata prodotta nel pieno rispetto del decreto Lorenzin, nel quale il territorio guardiese rientra a pieno titolo».
Salute è Diritto fa anche notare che l’ospedale di Guardiagrele «risulta anche tra le strutture più nuove del patrimonio immobiliare regionale, di recente costruzione».
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