Ospedale, ecco 1.500 firme «Va difeso a spada tratta»

26 Luglio 2014

Atessa, Borrelli (Mau) e la petizione sul ripristino delle attività del San Camillo «La Regione faccia un’adeguata programmazione sanitaria sul territorio»

ATESSA. Continua con successo la raccolta di firme in difesa dell’ospedale San Camillo di Atessa. Il coordinamento spontaneo: “Un caffè per l'ospedale” (che offre un caffè a ogni firmatario) è riuscito in meno di una settimana a raccogliere 1.500 firme. Segno che l’ospedale di Atessa sta a cuore a molti compresi i paesi vicini visto che a Castiglione Messer Marino, per esempio, sono state raccolte oltre 100 firme e in altri - Paglieta, Montazzoli, Tornareccio - si stanno organizzando. Le firme saranno allegate al documento unitario (sostenuto oltre che da FI, Udc e Mau, anche da due forze che non hanno rappresentanti in consiglio: Pd e Fn) prodotto nell’ultimo consiglio comunale.

Nei giorni scorsi, oltre ad altri esponenti politici anche Giulio Borrelli, del Mau, è andato al banchetto per firmare. «Non ce ne sarebbe stato bisogno, perché quel testo è stato fortemente voluto dai nostri consiglieri comunali, ma il gesto è stato un modo per incoraggiare ulteriormente la partecipazione dei cittadini. Il Movimento per Atessa Unita», aggiunge Borrelli, «che è tra i fondatori di Abruzzo Civico, si contraddistingue, nell’attuale panorama politico, per la prevalenza che dà alla soluzione concreta dei problemi e per la coerenza dei comportamenti. Abbiamo sostenuto in consiglio comunale un ordine del giorno unitario in difesa dell’ospedale, e partecipiamo alla raccolta delle firme a sostegno dell’iniziativa consiliare, proprio perché guardiamo alla sostanza delle cose e non facciamo propaganda sulla pelle dei cittadini».

Il Mau in un comunicato precisa: «Altri hanno nascosto (o taciuto) il progressivo smantellamento dell’ospedale, quando al governo della Regione c’era il centrodestra, ma questa non è una buona ragione -a nostro giudizio- perché il centrosinistra giustifichi, ora, ulteriori scelte sbagliate, dietro le ipocrisie e gli opportunismi degli amministratori del passato e dei loro sostenitori dalla memoria corta. L’ospedale di Atessa non deve chiudere, non può chiudere. Il suo futuro va garantito da un’adeguata programmazione sanitaria, che risponda alle esigenze dei cittadini di un vasto territorio. Per noi quello che abbiamo detto, prima e dopo le elezioni, resta valido. E non faremo sconti a nessuno, nel denunciare la verità dei fatti e nel difendere l'ospedale».

Matteo Del Nobile

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