Ospedale, gli esami di radiologia sospesi per un mese

La denuncia di Cerulli (Cittadinanzattiva) e Massi (Tdm): «Apparecchiature fuori uso da giugno e nessuno le ripara»
CHIETI. Prima le 14 barelle parcheggiate lungo il corridoio della Medicina-Programmi (ex Geriatria) anomalia per la quale è scattato il controllo del Nas. Poi la farmacia sprovvista di medicinali salvavita. Adesso la sospensione degli esami radiologici e quelli da prova da sforzo in Cardiologia perché entrambi i macchinari sono fuori uso. Protagonista dei disservizi, diventati ormai il tormentone estivo della sanità pubblica, è sempre lui: il policlinico di Colle dell’Ara.
«L’apparecchio tradizionale radiografico scheletrico in dotazione al Pronto soccorso è fuori uso dal primo giugno e per tale motivo attualmente le necessità del reparto vengono assicurate tramite l’apparecchiatura in dotazione al Servizio di Radiologia del V° livello. Che a sua volta è stato costretto a sospendere ai pazienti esterni sino al 31.08.2016 alcune prestazioni ad esso collegate, ho visto l’ordine di servizio firmato» racconta Aldo Cerulli, presidente regionale di Cittadinanzattiva «nel caso specifico per i pazienti esterni viene detto loro che esiste questo problema che si protrarrà ancora per un po’ di tempo e viene consigliato quindi di rivolgersi a strutture esterne comunque convenzionate con la Asl». Non basta, perché al Santissima Annunziata anche l’apparecchio per il test da sforzo (il tapis roulant) in uso alla Cardiologia universitaria diretta dal professor Raffaele De Caterina non è più funzionante. «Il guasto» rivelano i due paladini del diritto alla salute dei cittadini «è stato comunicato dal professore stesso alla direzione generale della Asl, da più di un mese, ma nessuno ha preso provvedimenti e i pazienti con le prestazioni già prenotate vengono dirottati nell’ambulatorio del VII livello di Clinica medica universitaria». Alla lista nera si aggiungono le lamentele di alcuni uffici e laboratori ai quali arriverebbe meno materiale dello stretto necessario per poter funzionare.
«Ad essere maligni» commentano Cerulli e Masi «si potrebbe pensare che si fa di tutto per mandare i pazienti nel le strutture private, decisamente più organizzate e funzionanti del Santissimo Annunziata».

