Ospedale, l’appello del sindaco: «Uniti contro il declassamento»

26 Giugno 2021

Pupillo attacca Regione e Asl: «Non danno risposte ai cittadini, il presidio diventerà una sorta di Rsa» La proposta di riorganizzare le attività con Vasto: «Così rispondiamo alle esigenze di tutti i pazienti»

LANCIANO . «L’assessore Nicoletta Verì e il manager Thomas Schael hanno parlato della costruzione del nuovo ospedale - e sono in ritardo di due anni visto che luogo, progetto e fondi erano stati già individuati - per non dover dare delle risposte ai cittadini sulla situazione attuale del Renzetti che diventerà una sorta di Rsa». È il sindaco Mario Pupillo a tornare ad attaccare Asl e Regione per il declassamento dell’ospedale di Lanciano dopo la conferenza in cui proprio Verì e Schael hanno presentato il nuovo presidio per rimarcare che il Renzetti avrà un futuro.
Si è parlato di ospedale di 1° livello, salvo però fare precisazioni su che tipo di unità, complesse (Uoc) e semplici (Uos), ci saranno. «Sul verbale del collegio di direzione della Asl», attacca Pupillo, «c’è scritto: “Fermo restando la presenza di discipline previste nel Dea di 1° livello, il Renzetti avrà una vocazione medica, pertanto in esso viene proposta l’attivazione anche una Uoc di Lungodegenza e una Uoc di Geriatria”. Unità tipiche di una residenza anziani dove non si opera più». Ma per il sindaco l’aspetto delle vocazioni, medica a Lanciano e chirurgica a Vasto, non regge. «Gli ospedali di 1° livello come i nostri non hanno una vocazione particolare ma devono affrontare tutte le evenienze chirurgiche, salvo poi trasferire il paziente nell’ospedale hub, che è Chieti», spiega Pupillo. «Dire che un ospedale ha una vocazione principalmente medica e non chirurgica significa trasformare il presidio in una simil Rsa. E questo non è uno scontro con l’ospedale di Vasto, che Schael e la politica regionale vorrebbero innescare», precisa il primo cittadino. «Con Vasto ci uniscono battaglie comuni su tribunale e ospedale. Ma uniti non significa dividerci ciò che oggi abbiamo, bensì potenziare quello che c’è».
Il potenziamento avverrebbe in base alle esperienze acquisiste negli anni nei presidi. Pupillo suggerisce ad esempio una divisione funzionale nell’ambito chirurgico, che potrebbe essere quella di individuare a Lanciano una chirurgia prevalentemente ortopedica traumatologica (c’è un patrimonio di esperienze nella traumatologia maxillo facciale e una unità di odontostomatologia) ed a Vasto una prevalente attività di chirurgia dell’addome e urologica. In ambito medico Vasto potrebbe avere discipline gastroenterologiche e Lanciano nell’endocrino-metabolico. «Così non ci sarebbero ospedali fotocopia e si risponderebbe alle esigenze dei cittadini, alleggerendo il carico sull’area metropolitana».
Una proposta che accontenterebbe Verì, la quale ha detto di non volere ospedali doppione. L’assessore ha chiesto anche i “numeri” al Renzetti per evitare declassamenti. «Come si fa a “fare i numeri” se per un anno abbiamo avuto una sola Tac perché la seconda, sottratta dalla rappresaglia di Schael, ha impedito un numero di esami necessari e dirottati in altre strutture?», chiede il sindaco, «Come si fa a fare i numeri se si sottraggono unità operative, personale, non si nominano i primari, le ristrutturazioni vanno lente e si riducono i posti letto?».
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