Ospedale, medici in fuga Allarme a Cardiochirurgia

8 Settembre 2019

La Cisl dichiara lo stato di agitazione della categoria: «Troppi primari andati via Lasciano 9 chirurghi del polo del cuore: in 5 si licenziano dopo le liti interne»

CHIETI. Medici della Asl teatina sul piede di guerra. La Cisl Medici ha indetto lo stato di agitazione della categoria per tentare di bloccare quella che si sta rilevando come una vera e propria emorragia di medici. In fuga dalla Asl Lanciano Vasto Chieti sono in tanti. I nomi più noti sono quelli del primario di Ortopedia Vincenzo Salini, del primario di Chirurgia oncologica ginecologica Francesco Fanfani, di quello di Chirurgia generale Pierluigi Di Sebastiano e di senochirurgia oncologica Ettore Cianchetti, in quiescenza. Ma ci sono anche i medici che lasciano il reparto fiore all’occhiello della Asl teatina, la Cardiochirurgia, al centro delle polemiche dell’ultimo periodo sulla riduzione degli interventi. Il reparto diretto da Gabriele Di Giammarco, fa sapere la Cisl Medici, ha perso 9 cardiochirurghi con contratto a tempo indeterminato. Di questi 9 medici, 5 si sarebbero licenziati per contrasti interni al reparto: liti per la gestione della Cardiochirurgia sfociate poi in contenziosi giudiziari, anche di natura disciplinare e penale. Di riflesso ci sono i dati dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che restituiscono un quadro preoccupante sulle performance della clinica cardiochirurgica, almeno per quanto riguarda la mobilità passiva. Gli ultimi dati aggiornati al 2017 sugli interventi valvolari, dicono che solo il 36%, vale a dire un terzo, dei pazienti del territorio della Asl teatina, resta al Polo del cuore del Santissima Annunziata, il 7% sceglie la Cardiochirurgia di Teramo, il 57% va fuori regione. Per quanto riguarda il territorio della Asl di Pescara, il 29% va a Chieti, il 17% a Teramo e il 54% fuori regione.
«Negli ultimi anni», dice il segretario aziendale della Cisl Medici Carlo Capparuccia, «la Asl di Chieti ha perso importanti figure primariali che davano lustro all’azienda sanitaria. Si tratta di un impoverimento generale della sanità teatina e una causa di incremento della mobilità passiva. Molti reparti da anni rimangono senza “guida” primariale e sono diretti da responsabili nominati dall’azienda spesso senza le corrette procedure concorsuali (ex articolo 18). A ciò si aggiunga il problema dei poteri limitati conferiti alla direttrice generale facente funzione, Giulietta Capocasa, la quale continua a esercitare le sue funzioni attraverso proroghe di contratto da parte della Regione, sulla cui legittimità esistono dubbi concreti. Ed ancora il malcontento della classe medica, che seppur costretta a orari di servizio e carichi di lavoro oltremodo onerosi e non rispettosi delle norme di riferimento, a distanza di mesi dalla conclusione dei procedimenti amministrativi, ancora oggi la Asl rimane inadempiente nel conferire gli incarichi dirigenziali. Tale comportamento omissivo, in evidente contrasto con precise norme contrattuali, ha creato e sta creando danni in termini economici e di carriera. Il riferimento è anche all’ultima decisione della Capocasa di chiedere ai medici la possibilità di fare turni aggiuntivi in Cardiochirurgia, per sanare le carenze d’organico del reparto».
Di questo e di tutte le criticità che si presentano in reparto si è parlato in un incontro a fine agosto tra la Capocasa e i cardiochirurghi, che da tempo inviano lettere di protesta. Tutto questo mentre alla Asl tramonta l’ipotesi del ritorno alla direzione generale di Francesco Zavattaro, l’uomo che accolse il project financing per il Santissima Annunziata: il successore di Pasquale Flacco dovrebbe essere Thomas Schael.
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