Ospedale, più servizi per i bimbi: «Ma la struttura va riorganizzata»

ATESSA. L'ospedale San Camillo sarà dotato di un servizio di neuropsichiatria infantile, questo è emerso dalla riunione di due giorni fa, a Pescara, tra l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta...
ATESSA. L'ospedale San Camillo sarà dotato di un servizio di neuropsichiatria infantile, questo è emerso dalla riunione di due giorni fa, a Pescara, tra l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, il direttore sanitario della Asl, Angelo Muraglia e il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, il vicesindaco Vincenzo Menna, l’assessore alla sanità Marianna Apilongo, il presidente del consiglio Concetta De Marco e il capogruppo della minoranza, Angelo Sciotti. Esiste oggi la possibilità, in base alle linee guida del piano nazionale di ripresa e risilienza, di impiantare un presidio territoriale di assistenza nella struttura ospedaliera a condizione che ci siano ingressi e spazi separati. La struttura del San Camillo comunque è monca senza il presidio ospedaliero al servizio di area disagiata. «Il San Camillo» ha evidenziato l’amministrazione comunale «può diventare un esempio di struttura mista, ospedaliera e territoriale. Il Pta (che accoglie l’ospedale di comunità per pazienti anziani cronici assistiti da infermieri e medici di famiglia) e il PO (presidio ospedaliero) con pronto soccorso h24, possibilità di ricoveri e area chirurgica, possono convivere in ambienti separati. L’assessore Verì si è dichiarata d’accordo con questa impostazione, ma ha precisato: «Restiamo in attesa» che il tavolo romano di monitoraggio approvi la riprogrammazione della rete ospedaliera abruzzese, di cui Atessa è un tassello come nosocomio al servizio di area disagiata. Il tavolo dovrebbe riunirsi nuovamente entro la fine dell’anno». «Apprezziamo», ha dichiarato il sindaco Borrelli, «che grazie soprattutto alle risorse del Pnrr Atessa abbia un Pta, che sarà dotato anche di un servizio di neuropsichiatria infantile, diretto da un eccellente professionista, il dottor Riccardo Alessandrelli. La struttura di comunità non può essere, tuttavia, confusa con l’ospedale vero e non possiamo accettare che sia in alternativa ad esso. Vedremo se il San Camillo de Lellis completerà il suo percorso dopo il lungo ping-pong tra Pescara e Roma, tra Regione e Ministero della Sanità. Penso comunque che l’approvazione della riprogrammazione complessiva della rete ospedaliera abruzzese», ha concluso Borrelli, «ci sarà solo se la giunta regionale si è messa davvero in regola con le indicazioni che le sono state date ripetutamente dal tavolo romano e finora disattese».
Matteo Del Nobile

