Ospedale, project sul tavolo della Lorenzin
Interrogazione della Amato. E il sindaco Di Primio boccia l’atto aziendale, ma Paolucci lo zittisce
CHIETI. Gli onorevoli del Pd Maria Amato e Anna Margherita Miotto portano in Parlamento il project financing per la realizzazione del nuovo ospedale teatino. Nel frattempo il sindaco Umberto Di Primio, presidente del Comitato ristretto dei sindaci della Asl, boccia il nuovo Atto aziendale della Asl, vale a dire la futura programmazione che il direttore generale Pasquale Flacco vuole dare all’ente.
Sanità teatina, dunque, nella bufera a partire dall’interrogazione in Commissione delle due parlamentari democratiche che sollevano forti dubbi sul project voluto dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Amato e Miotto chiedono al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di verificare la storia che ha avuto sinora il progetto e di intervenire attraverso una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione. Amato e Miotto in particolare ripartono dalla decisione della Regione di avocare a sé l’iniziativa, diffidando la Asl ad adempiere alla valutazione del project financing. Le due parlamentari ricordano inoltre i problemi di stabilità dell’attuale ospedale, lo stop verificatosi nel progetto di finanza a causa del fatto che una delle ditte del gruppo proponente non era in regola con le tasse, e i dubbi del responsabile unico del progetto (rup). In particolare, il rup ha evidenziato «profonde perplessità sull'adeguatezza e rispondenza della proposta all’interesse pubblico». Ha inoltre sottolineato che «i costi proposti sono più elevati di quelli attualmente sostenuti dalla Asl e sono superiori persino a quelli individuati come medi dall'Anac»; e che «la proposta prevede la coobbligazione della Asl e della Regione al pagamento dei canoni. Ciò determina una peculiarità non rinvenibile in altri casi di finanza di progetto scrutinati sul territorio nazionale, che azzera il rischio per la parte privata». Tutte le osservazioni sollevate nell’interrogazione sono state già al centro delle dure polemiche contro il project condotte dai consiglieri regionali di FI Mauro Febbo e di M5S Sara Marcozzi.
Di Primio boccia invece l’atto aziendale per due motivi. Il primo riguarda l’istituzione di due nuove figure dirigenziali (il direttore della funzione ospedaliera e quello della funzione territoriali) che, dice il sindaco, «oltre a non essere previste, duplicano funzioni già esistenti e, soprattutto, rappresentano un costo ulteriore». Il secondo motivo riguarda il fatto che «ad oggi, la sola Asl 2 parrebbe essere obbligata ad attuare le nuove previsioni del decreto Lorenzin. L'attuazione del Patto per la Salute vedrebbe fortemente penalizzata la sola Asl di Chieti considerato che, nel decreto sul terremoto, oltre ai territori di L'Aquila e di Teramo, è stata inserita anche la Asl di Pescara». «Respingo nettamente l'affermazione», replica l’assessore regionale Silvio Paolucci, «secondo cui la Asl 2 è l'unica ad essere penalizzata da una norma nazionale: basta ricordare il dibattito sull’ospedale unico a Teramo e quello sull'ospedale per l'a- rea Pescara-Chieti. Inoltre vanno sottolineate le procedure avviate per i tre nuovi presidi che si vuole realizzare a Chieti, Lanciano e Vasto, e i 78 posti letto attivati in 18 mesi nel polo cardiochirurgico teatino. Quanto alle funzioni espresse dai due direttori, che si tratta di funzioni che intendiamo presidiare con figure innovative, vista la riduzione degli staff della direzione generale Asl». (a.i.)

