Ospedale, riapre la rianimazione Ma otorino resta con chirurgia

3 Ottobre 2024

Il sindaco Paolini: il reparto verso la piena operatività. Marongiu (Pd): questo presidio è al collasso  Taglieri (M5S): servizi azzerati in favore di Chieti. Progetto Lanciano: consiglio comunale sulla sanità

LANCIANO. «Come previsto la rianimazione riprende l’attività lunedì 14 ottobre allontanando polemiche e timori infondati. Non ho mai avuto dubbi sull’impegno assunto dalla direzione Asl sulla durata dei lavori e sul ritorno alla piena operatività del reparto nei tempi strettamente necessari alla bonifica residua dell’amianto». Questa frase del sindaco Filippo Paolini che dà la buona notizia della riapertura della rianimazione scatena le rimostranze in particolare del consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), di quello comunale Leo Marongiu (Pd) che parlano di un «eccessivo trionfalismo mentre il resto dell’ospedale è al collasso». Una situazione «disastrosa» per il presidio che porta il movimento Progetto Lanciano a chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla sanità.
LA RIANIMAZIONERiaprirà lunedì 14 ottobre la rianimazione dell’ospedale Renzetti chiusa dal 5 agosto scorso per lavori di bonifica amianto che hanno portato alla sospensione dei ricoveri e alla riduzione delle operazioni, che scendono in estate. La data è stata indicata dopo il sopralluogo fatto nell’unità dal manager Asl Thomas Schael, dall’ingegnere Francesco Cau e dal sindaco Filippo Paolini. Ed è il sindaco ad annunciare la riapertura dopo gli ultimi ritocchi, le verifiche tecniche e la sistemazione degli arredi evidenziando come i lavori siano stati fatti «nei tempi previsti allontanando polemiche e timori infondati». Parole «fuori luogo», secondo il consigliere Marongiu, «che evidenziano un trionfalismo del ventennio in una situazione critica e vicina al collasso nell’ospedale Renzetti. Il sindaco si è prestato alla passerella con Schael», dice Marongiu, «per comunicare il rispetto dei tempi per lavori di bonifica da finire e fatti in realtà già nel 2019. Vorremmo invece avere certezze sul ripristino dei 6 posti letto e avere garanzie sul personale visto che finora l’amministrazione è rimasta silente rispetto ai problemi del Renzetti per dialisi, lavoratori Cup, hospice, pronto soccorso, casa della comunità, laboratorio analisi».
L’OTORINO ACCORPATORisposte necessarie anche perché il presidio perde un altro reparto: l’otorino accorpato in estate alla chirurgia, finite le ferie non è tornato al proprio posto. «Sono sconcertanti i toni trionfalisti di Paolini per lavori di bonifica amianto che in rianimazione erano stati fatti e che hanno messo in ulteriore difficoltà un ospedale che in 6 anni ha perso la sua identità e soprattutto i suoi servizi, azzerati a favore di Chieti», sottolinea il consigliere regionale Taglieri. «Ora è arrivato l'ennesimo colpo basso: restano accorpati otorino e chirurgia e si saprà forse la prossima settimana quanti letti avrà otorino e quanti saranno di conseguenza tolti alla chirurgia. L’otorino che lavorava già 5 giorni su 7 e che il centrodestra regionale aveva promesso sarebbe tornato operativo h24 e 7 giorni su 7 come l'urologia, come l'urologia è stato ulteriormente ridimensionato, non ha più una sua autonomia in un ospedale che è ormai una cattedrale nel deserto».
CONSIGLIO STRAORDINARIOCon un ospedale al collasso e un buco nei bilanci Asl da quasi 200 milioni di euro che portano al taglio dei servizi, Progetto Lanciano chiede un consiglio comunale straordinario sulla sanità, come è stato per la crisi idrica. «Vorremmo sapere che fine farà il nostro ospedale classificato come Dea di 1° livello ma trattato come un ospedale di comunità», dice il movimento, «e che si diano risposte su quanto costano i presidi ospedalieri, quanto si è investito negli ultimi anni e soprattutto cosa dobbiamo aspettarci per il futuro».