Ospedale San Camillo, è ancora polemica

8 Novembre 2017

Atessa, le minoranze critiche dopo il voto all’unanimità in Consiglio comunale del piano della Regione

ATESSA. Hanno votato a favore -nel consiglio comunale al quale hanno partecipato il governatore Luciano D’Alfonso e l’assessore alla sanità Silvio Paolucci- della proposta della maggioranza di riconvertire il San Camillo in ospedale di zona disagiata. Ma le minoranze pongono alcuni distinguo. «Il dialogo di cui ha parlato D’Alfonso», afferma Emilio Falcone del M5S, «non poteva essere intrapreso prima e, soprattutto, concretamente? Perché questa dichiarazione di intenti arriva a pochi giorni dalla chiusura di Medicina generale, in attuazione del progetto voluto dalla Regione? Per Enzo Pellegrini di LiberAtessa «D’Alfonso e Paolucci non hanno potuto smentire che la loro riorganizzazione della rete sanitaria ha portato alla chiusura del nostro ospedale e alla sua trasformazione, in pratica, in un cronicario per anziani. Noi diamo molta importanza al punto dove si chiede non solo la sospensione di tutte le azioni volte alla trasformazione dell’ospedale di Atessa in Pta, in quanto non è rimasto nulla da dover chiudere, ma si chiede che ci vengano ridate le funzioni che c’erano prima del 2014. Solo con un’azione politica forte come questa e con la struttura che è ancora ospedale possiamo aspirare ad avere il riconoscimento di un ospedale di area disagiata che nella sostanza ha le stesse funzioni che l’ospedale aveva prima del Piano di riconversione di D’Alfonso e Paolucci». «Alla fine la “montagna ha partorito il topolino” che salva un po’ la faccia ma è poca cosa circa le aspettative dell’utenza della sanità del basso e alto Sangro», sostiene Carmine Fioriti di Progetto Atessa».
Lunedì nel consiglio comunale straordinario la Regione e il comune di Atessa avevano comunque deciso di camminare fianco a fianco affinché la proposta di trasformare il San Camillo in “ospedale di zona disagiata” venga accettata a Roma. Un accordo sancito alla presenza del prefetto di Chieti, e, appunto, del presidente della Regione, dell’assessore regionale alla Sanita, e di trenta sindaci del territorio. Due i punti fondamentali emersi dagli interventi di D’Alfonso e Paolucci: istituire un tavolo di lavoro partendo da Atessa, capofila di un territorio comprendente diversi comuni, e la Regione con l’obiettivo di portare al governo la delibera di consiglio comunale; secondo: sospendere, da parte della Regione, i provvedimenti sulla riconversione del San Camillo.
Matteo Del Nobile