Ospedale, si accende la polemica Marsilio: dialisi resta a Lanciano

16 Ottobre 2023

Il presidente della Regione: «Nessuna chiusura, l’unità sarà sistemata in un locale esterno al Renzetti» E il consigliere Taglieri (M5S) replica: «Solo bluff elettorali, non ci sono alternative al trasferimento»

LANCIANO. «Ad Atessa sarà riaperta la dialisi e sarà un reparto aggiuntivo rispetto a quello di Lanciano»: a parlare è il presidente della Regione Marco Marsilio che, assieme al consigliere Mauro Febbo (FI), interviene nella polemica sul trasferimento del reparto di nefrologa dialisi da Lanciano all’ospedale di Atessa. Trasferimento annunciato dal manager della Asl teatina Thomas Schael ai medici del Renzetti nei giorni scorsi, per poter avviare i lavori per la costruzione del nuovo ospedale dove però il reparto, non compare più. Una «cancellazione» dell’unità che è sfociata sabato mattina in un sit-in di protesta davanti al Renzetti del Comitato Uniti per la salute (racchiude movimenti, associazioni, liste civiche e partiti di centrosinistra, M5s, Azione) e dei pazienti, bollata dal centrodestra come «menzoniera e ipocrita». «Nessuna menzogna, è scritto nero su bianco dalla Asl che il reparto sarà trasferito ad Atessa, senza nessuna aggiunta», replica il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S).
LA DIALISI AD ATESSA «Non c’è pericolo che Lanciano perda la dialisi. Chi ha diffuso la notizia, speculando sulle paure di pazienti fragili, è un mistificatore che sfrutta la sofferenza dei malati per fare campagna elettorale». Queste le parole di Marsilio il quale precisa che il reparto di dialisi di Atessa, chiuso durante il Covid, sarà aggiuntivo rispetto a quello di Lanciano: «Si aggiungono servizi, non si sottraggono, per garantire ai dializzati delle aree interne una soluzione più vicina alle loro esigenze». Resta, però, il problema per Lanciano perché l’unità si dovrà spostare, visto che la sua palazzina sarà abbattuta per costruire il nuovo ospedale. «La direzione Asl ha spiegato che da qui a 3-4 anni, quando i lavori entreranno nel vivo, sarà necessario lo spostamento», riprende Marsilio, «ma in 3 anni la soluzione sarà individuata con il Comune. Anzi, si sta individuando un locale esterno all’ospedale dove ospitare il reparto». Che sarà quindi fuori dal presidio. «Il decreto ministeriale 70 approvato dalla ministra Lorenzin (Pd) dice che i reparti di dialisi devono essere fuori dagli ospedali», spiegano Marsilio e il consigliere regionale Febbo, «quindi ci obbliga a realizzare il nuovo ospedale senza la dialisi interna. Questo servizio è di medicina territoriale, e lo sarà, senza alcun disagio nel trasloco per i pazienti dializzati». «Parliamo di un evento che ci sarà tra 3-4 anni», precisa Febbo, «e voluto dal decreto Lorezin, colei che 5 anni fa annunciò che il direttore generale del ministero al rientro dall’Australia avrebbe firmato il decreto per attivare l’iter per il nuovo ospedale di Lanciano. Poi è un trasferimento necessario perché il nuovo ospedale è stato deciso di realizzarlo dov’è ora e l’unico metodo è quello “taglia e cuci”; abbattimento e ricostruzione di palazzine».
IL BLUFF «Parole vuote, bluff elettorali rispetto ai documenti Asl», replica Taglieri. «Sul documento sul nuovo ospedale a pagina 15 si legge “trasferimento della dialisi ad Atessa”, senza alternative o aggiunte. Poi Marsilio stesso dice di dover trovare una soluzione per spostare la dialisi durante i lavori e che non rientrerà in ospedale per il decreto Lorenzin, che vale solo per Lanciano? Se vale per tutti Nefrologia e dialisi allora devono “uscire fuori” anche dagli ospedali di Vasto e Chieti, Dea di 1 livello come Lanciano e non dovrebbe essere nell’ospedale di Atessa. Quanto al “taglia e cuci” non è l’unico metodo perché il progetto approvato dal consiglio comunale di Lanciano nel 2016 prevedeva un monoblocco sull’area dell’obitorio e del parcheggio e permetteva al vecchio ospedale di lavorare, anche senza traslochi».
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