Ospedale, sì alla ristrutturazione Nel progetto due nuove palazzine

10 Novembre 2023

L’assessore regionale Verì: c’è l’okay dal ministero, soddisfatti per un risultato atteso da 25 anni Il sindaco Ferrara: ma dove andranno alcuni reparti durante i lavori di adeguamento sismico?

CHIETI. Da Roma arriva l'ok alla ristrutturazione dell'ospedale Santissima Annunziata. Il progetto da 60 milioni di euro più volte presentato da Asl e Regione potrebbe ora diventare realtà. L'intervento servirà non solo a ristrutturare l'edificio esistente ma anche a realizzare due nuove palazzine e ad ammodernare le reti tecnologiche ormai datate. L'annuncio è stato dato dall'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, e dal consigliere regionale Mauro Febbo. Ma dal Comune di Chieti il sindaco Diego Ferrara e l'assessore alla sanità Fabio Stella sollevano perplessità.
IL PROGETTOIl maxi progetto da oltre 60 milioni di euro prevede la realizzazione di una nuova struttura destinata al Laboratorio analisi, ad Anatomia patologica, Radiologia, alla nuova Tac Pet per la medicina nucleare e ad altri servizi. Il progetto prevede anche la nascita di un altro edificio al servizio della Radioterapia. A ciò va ad aggiungersi la realizzazione di una sala ibrida e il completamento di una sala operatoria multidisciplinare nel corpo M. Nel corpo N verrà realizzata una nuova piastra ambulatoriale. Infine sono previsti interventi di innovazione tecnologica.
L'ANNUNCIO DI VERÌL'assessore Verì ha fatto sapere che la Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute ha espresso parere favorevole al progetto di reingegnerizzazione del policlinico di Chieti. A Verì è stata inviata formale notifica della decisione da parte del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici. Il progetto complessivo validato dal ministero prevede un finanziamento statale per circa 49 milioni di euro (ex art.20 legge 67/1988) mentre circa 11 milioni vengono messi a disposizione da Regione e Asl. «È un risultato», commenta Verì, «che ci riempie di soddisfazione, perché frutto di un lungo confronto portato avanti tra Regione, Asl e Università d'Annunzio, in uno spirito di collaborazione fattiva che ci ha consentito di centrare un obiettivo atteso da 25 anni». Il consigliere Febbo esulta per l'obiettivo centrato e contemporaneamente accende la polemica politica: «Con l’approvazione del progetto di reingegnerizzazione del policlinico di Chieti da parte del ministero», dice, «abbiamo dato una risposta concreta alla becera disinformazione, condita da troppe fake news, portata avanti in questi mesi dall’opposizione del cosiddetto "campo largo" ormai ridotta a "campetto". Sono questi i fatti che mettono a tacere gli inutili allarmismi di taluni soloni di professione che, non avendo argomentazioni valide, alimentano inutili e controproducenti polemiche».
FERRARA E STELLA«A Febbo rispondo», replica Ferrara, «che sulla sanità non esistono tifoserie politiche; tutti, indistintamente, vogliamo una buona sanità anche perché ne potremmo avere necessità in qualunque momento. Sono contento che la Asl abbia ottenuto i fondi anche se sembra che sia dovuto intervenire il rettore Liborio Stuppia al ministro Orazio Schillaci, suo collega rettore, per materializzarli a Chieti. Sarà mia premura chiedere al direttore generale, o in sua vece al suo portavoce, il consigliere Febbo, dove collocherà, durante i lavori di adeguamento sismico della palazzina C, i reparti di ginecologia e nefrologia, la sala parto e la sala dialisi. E soprattutto chiederò se sono stati valutati i disagi e i rischi di blocco di attività cliniche e chirurgiche senza spazi ulteriori dove delocalizzare i reparti». Anche l'assessore alla sanità Stella esprime perplessità: «Bene i fondi per l'ospedale, ma l'impegno della Asl per la sanità teatina è ancora insufficiente», dice, «soprattutto perché gli interventi per riaprire il distretto scalino e per potenziale quello del colle sono al palo. Eppure i soldi ci sono. Non vorrei che anche in questo caso, una volta arrivati i 60 milioni di euro, la direzione aziendale si perda in lungaggini proprio come sta facendo con gli interventi attesi per la sanità territoriale».
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