Ospedali, nuovi posti letto e 2,4 milioni di mascherine

24 Ottobre 2020

Interventi per adeguare le strutture di Chieti, Lanciano, Vasto, Ortona e Atessa Prenotato un maxi carico di dispositivi di protezione: c’è il rischio di restare senza 

CHIETI. Quarantaquattro posti letto in più all’ospedale Santissima Annunziata e quasi due milioni e mezzo di mascherine prenotate: così la Asl Lanciano Vasto Chieti si prepara ad affrontare la seconda ondata dell’emergenza coronavirus, ormai entrata già nel vivo.
I LAVORI Al momento, al policlinico, sono praticamente occupati i 19 posti letto nel reparto di Malattie infettive e gli 8 di terapia subintensiva riservati ai contagiati, ma non si tratta ancora di una situazione allarmante: dall’azienda sanitaria, infatti, spiegano che c’è capacità di crearne nuovi secondo le necessità quotidiane. Nel frattempo, proprio nelle scorse ore, il direttore generale Thomas Schael ha firmato la delibera che dà il disco verde ai lavori per il potenziamento degli ospedali dopo i finanziamenti stanziati dalla Regione per un totale di 4.418.320 euro. Al Santissima Annunziata di Chieti sono in programma «opere murarie e impiantistiche per la realizzazione di 18 posti letto di terapia intensiva sul corpo M livello 11», nonché «l’adeguamento e messa a norma di 7 posti letto di pneumologia e di 19 posti letto di malattie infettive al quinto e sesto livello del corpo L».
Non solo: negli ospedali di Chieti, Lanciano, Vasto, Ortona e Atessa verranno avviati interventi per realizzare «percorsi separati e processi adeguati a gestire l’emergenza Covid-19». I responsabili dei procedimenti sono Filippo Manci, Angelo De Marco, Donato Coletti e Francesco Cau.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE Nei giorni scorsi la Asl, come disposto dal responsabile della Prevenzione e protezione aziendale Rocco Mangifesta, ha già prenotato un milione e mezzo di mascherine chirurgiche per un investimento totale di 220.500 euro. Ma, in vista della seconda ondata, l’azienda ha deciso di «creare una riserva strategica di dispositivi di protezione individuale al fine di evitare il possibile rischio di esaurimento delle disponibilità presenti nei magazzini farmaceutici degli ospedali, qualora le ditte non fossero in grado di garantire le forniture contrattualizzate a seguito dell’incremento della domanda anche a livello mondiale». Ecco perché è arrivato l’ordine di indire «una gara in tempi brevissimi» per reperire i dispositivi.
Nel dettaglio, alla luce del consumo medio giornaliero e ipotizzando «quattro mesi di massimo carico», verranno acquistate altre 840mila mascherine chirurgiche, 108mila mascherine Ffp2, 12mila mascherine Ffp3, 6mila occhiali e visiere protettive, 50mila tute di protezione. E ancora: 120mila cuffie monouso, 162mila calzari e 3 milioni 960mila guanti.
L’INVESTIMENTO L’obiettivo è di procedere rapidamente, considerando che già nei mesi scorsi, «nella fase più acuta della crisi epidemica, si è verificata la circostanza legata all’impossibilità quasi totale di reperire sul mercato i dispositivi di protezione». L’investimento previsto è di 2.253.600 euro.
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