Ospizio, contratto rescisso «Il Comune ha agito bene»

Pizzoferrato. Il gip archivia l’inchiesta su sindaco, vice, direttore dei lavori, e responsabili di sicurezza e procedimento. E il Tar respinge il ricorso della Cosel
PIZZOFERRATO. Nessuna irregolarità nella risoluzione del contratto da parte del Comune alla Cosel che ha realizzato Villa Arzilla, la residenza con 26 posti letto e servizi socio-sanitari in un edificio comunale dismesso e i cui lavori di riqualificazione sono costati 560.000 euro: 300.000 del Comune e 260.000 della Cosel che ne otteneva la gestione per 30 anni. Ma, inadempimenti e presunte irregolarità hanno portato il Comune a rescindere il contratto, aprendo un nuovo capitolo nella lite che da due anni contrappone amministratori e Cosel a danno della casa anziani, ancora chiusa.
Questa volta la disputa è approdata davanti al gip del tribunale di Lanciano e al Tar dell’Aquila: in entrambi i casi si sono risolte in favore del Comune, del sindaco Palmerino Fagnilli e dei tecnici. Il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha infatti disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico del sindaco Fagnilli, del vicesindaco Adolfo Di Sciullo, del responsabile della sicurezza Antonio Peschi - difesi dall’avvocato Diana Peschi - del responsabile del procedimento, Domenico Calabrese e del direttore dei lavori, Vincenzo Bucci - difesi dall’avvocato Massimo Biscardi, per i reati di abuso di ufficio per gli amministratori e tecnici e di concussione per il solo Peschi. Reati che sarebbero collegati, in base agli esposti fatti dalla Cosel, alla risoluzione del contratto di realizzazione e gestione della casa anziani avviato dal Comune il 6 febbraio 2018 “per numerosi e gravi inadempimenti della ditta aggiudicatrice Cosel”.
Ma già la stessa Procura aveva chiesto l'archiviazione del procedimento, confermata dal giudice Canosa. Quest’ultimo ha ritenuto non sussista alcun reato, anche in base alla perizia richiesta dal pubblico ministero. In questa si rileverebbero “plurime condotte illegittime della società aggiudicataria dell'appalto tali da legittimare la sua estromissione dalla gestione della struttura”: ad esempio avrebbe vietato l’ingresso nella stessa dei tecnici comunali. Il giudice ha anche ritenuto superfluo ogni approfondimento istruttorio richiesto dalla Cosel e ha ravvisato la totale estraneità di Antonio Peschi rispetto ai fatti contestati.
Anche il Tar Abruzzo, sezione dell’Aquila, ha ritenuto legittima la risoluzione contrattuale fatta dagli amministratori comunali, rigettando i ricorsi della Cosel condannata al pagamento delle spese di lite in favore del Comune di Pizzoferrato, rappresentato dall’avvocato Giulio Cerceo. (t.d.r.)
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