Padre Lorenzo, il frate che riempie le chiese

Personaggi della teatinità. Ogni sera il francescano celebra messa a Mater Domini Le lodi di una credente: «Con le sue omelie la fede diventa luce ammaliante»
CHIETI. Padre Lorenzo, al secolo Giustino Polidoro, personaggio della mia odierna vetrina, ogni sera alle 18,30 dal giorno in cui nel 2013 i Frati Minori hanno deciso di lasciare la città, dove erano presenti dal 1599, determinando la chiusura della parrocchia di Mater Domini, celebra messa sempre circondato da tanti fedeli. Tiene così accesa la fiammella della fede, che riesce, con le sue omelie "a far diventare luce ammaliante", mi ha detto una sua fedele, per chi lo ascolta, nella chiesa dove venne ordinato sacerdote nel lontano 1958. La chiesa di Mater Domini si trova a non molti metri dalla casa dove padre Lorenzo nacque, primo di sei fratelli, in largo Cremonesi.
In quei lontani anni proprio nel convento dei frati cappuccini, con primo animatore padre Lorenzo, nacque un giornalino ciclostilato, nel nome della Gifran, vale a dire Gioventù Francescana. Fui uno dei redattori, insieme all'indimenticabile Guido Polidoro, fratello di padre Lorenzo e a Dario De Liberato. Ed è da quei fogli ciclostilati spesso su carta raccogliticcia che iniziò per noi la lunga avvenuta nel campo del giornalismo.
Padre Lorenzo si definì in una occasione "il prete dei lontani", e certo nella sua missione è stato capace di rendere nulle le distanze, anche da chi non professava la fede, perché è andato a incontrarlo laddove c'era vita, intesa come attività culturale, sportiva ed anche come sofferenza, ed ha allungato la sua mano, per aiutare, sorreggere, lenire quando è stato il caso.
Nel corso della sua permanenza a Lanciano, come parroco della città, durata trent'anni, è stato grandissimo protagonista.
Ha fondato negli anni 70 una società di pallavolo, maschile e femminile, che riuscì a calcare i campi della massima serie; ha creato a Rosello un Ostello della gioventù, è stato insomma al centro della vita della sua parrocchia e della città che lo ospitava. Lo fu tanto che quando gli fu imposto di lasciare la sua parrocchia e rientrare nella sua Chieti, a Mater Domini, nella chiesa dove fu consacrato sacerdote, i suoi fedeli scatenarono dure e clamorose proteste per evitare quel trasferimento. Ci furono per lungo tempo lenzuola bianche affisse alle finestre, riunioni di fedeli fuori dalla chiesa parrocchiale con preghiere e canti, addirittura venne organizzato un comitato per chiedere che padre Lorenzo restasse nella città frentana.
Dopo l'inevitabile trasferimento da Lanciano per diverse settimane i suoi ex parrocchiani si trasferirono in massa a Chieti ogni domenica per assistere alla Santa Messa di padre Lorenzo ed ascoltare le sue omelie. Venivano organizzati più pullman dalla città frentana.
Ma padre Lorenzo conquistò presto anche i suoi concittadini, che affollarono sempre di più ed ancora affollano la chiesa di Mater Domini. Nel suo nome e per seguire le sue iniziativa poi i teatini e i frentani si sono spessissimo ritrovati, partecipando insieme a una serie di pellegrinaggi da lui organizzati, uniti dalla stessa deferenza, per non usare la parola amore, nei confronti di quel frate dalla lunga barba bianca..
Anche nella città teatina padre Lorenzo è riuscito ad aggregare tantissima gente. Le sue messe erano e sono seguite da fedeli provenienti da tutte le parrocchie di Chieti. Dal 1 ottobre del 2013, giorno in cui la chiesa di Mater Domini non è stata più parrocchia, per andare incontro alle fortissime richieste dei fedeli c'è stata l'autorizzazione a celebrare messa la domenica e tutti i giorni della settimana.
Così ogni sera, e soprattutto la domenica, le sue omelie sono sempre seguitissime, perché padre Lorenzo continua ad indicare la strada giusta, e lo fa con parole che non appaiono mai di circostanza, ma che partono dal suo grande cuore e dalla sua lunga esperienza fatta per andare incontro a quella gente lontana, prenderla per mano e portarla verso "il bene", inteso nel modo più ampio possibile. Ed è per questo che padre Lorenzo è nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo.

