Padre-orco violenta la figlia di 8 anni

6 Agosto 2015

L’uomo, che ha precedenti specifici, aspettava di restare da solo con la bambina per abusare di lei. È rinchiuso a Lanciano

LANCIANO. Aspettava di rimanere solo in casa con la figlioletta di 8 anni per abusare di lei. Quelle violenze, durate oltre un anno, affioravano in classe nei pianti e nei mutismi della piccola, che a scuola ha trovato alla fine il modo per liberarsi di un terribile peso. Ieri mattina il presunto padre-orco è stato arrestato. I carabinieri hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a un 46enne della zona frentana (omettiamo altri riferimenti per evitare che venga individuata la bambina). Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi e condotte dal Nucleo operativo della compagnia carabinieri di Atessa, diretti dal luogotenente Federico Ciancio, hanno consentito di accertare, anche attraverso attività tecniche, come l’indagato, approfittando del suo ruolo di genitore, avrebbe ripetutamente abusato della figlia minorenne.

Le violenze, che sarebbero avvenute in casa quando padre e figlia restavano da soli, sarebbero iniziate nei primi mesi dello scorso anno e si sarebbero protratte per oltre un anno, fino alla primavera scorsa, quando la bambina ha cominciato a mostrare, durante le lezioni scolastiche, frequenti malesseri fisici e disagi psicologici. Sguardi assenti, mutismo, comportamenti anomali e scoppi di pianto, che hanno preoccupato le insegnanti. La sensibilità delle maestre nel raccogliere il grido di aiuto della piccola ha fatto sì che la scuola segnalasse l’accaduto alla Procura di Lanciano, che ha avviato le indagini.

Nel corso delle serrate attività investigative - dal primo sospetto alla misura in carcere, la piccola ha continuato ad abitare col genitore - il pm Vecchi si è avvalso anche dell’ausilio di uno psicologo infantile. A firmare il provvedimento restrittivo, richiesto dalla Vecchi, è stato il gip Massimo Canosa, che ha riconosciuto il grave quadro indiziario a carico dell’indagato, applicando allo stesso la misura cautelare più restrittiva poiché l’unica idonea ad interrompere la convivenza tra lui e la figlia. Sulla decisione ha, inoltre, pesato la negativa personalità dell’indagato, già condannato in passato per analoga violenza sessuale su minore. L’uomo è rinchiuso nel supercarcere di Lanciano.

A fine luglio la Procura frentana ha chiesto un’altra misura cautelare per violenza sessuale su minore. A finire agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, è stato un muratore albanese residente a Casoli, accusato di aver caricato in auto una studentessa diciassettenne di un paese della Val di Sangro, appena conosciuta, e di aver abusato di lei.

©RIPRODUZIONE RISERVATA