Paese sotto choc: «Si può solo perdonare»

Le reazioni di vicini e amministratori comunali: «Impossibile immaginare una tragedia del genere»
CASALBORDINO. Davanti alla casa di via D’Annunzio, dove vivevano Angelo Bernardone e la moglie Maria Rita Conese, ieri sono passati tanti cittadini. Tante e diverse le reazioni in paese. C’è chi, pur condannando il gesto, difende il 74enne, accusando le istituzioni di non aver saputo aiutare l’uomo a gestire la moglie. C'è anche chi ritiene che, piuttosto che veder morire la moglie in un istituto, Bernardone abbia preferito ucciderla. Un’altra conoscente assicura che Maria Rita non fosse ingestibile: al contrario, continuava a curare la casa e il marito. Ma poi arrivavano le ossessioni.
I quattro figli ora sono disperati. A loro, e in particolare a Sara, è rivolto il pensiero affettuoso di Paola De Camillis, ex istruttrice di fitness ma soprattutto grande amica della donna. «Non posso immaginare cosa significhi perdere un genitore in quel modo così atroce», dice De Camillis. «Sono vicina a Sara e ai suoi fratelli. L’abbraccio forte e le auguro che il Signore possa dare a lei e ai suoi fratelli la forza per andare avanti e perdonare il padre per il gesto crudele che ha commesso».
La sofferenza dei figli di Bernardone è nel cuore anche del consigliere comunale Alessandro Santoro: «Siamo addolorati per quello che è successo. In questo momento di grande dolore, Sara e i suoi fratelli devono sapere che siamo tutti vicini a loro. Devono farsi forza e andare avanti. La mamma li guarda dal cielo», conclude il consigliere Santoro. (p.c.)
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