Pagamenti tardivi Le minacce del rom “Bomber”

18 Aprile 2019

I fratelli Beharaj sono narcotrafficanti in grado di gestire grosse partite di droga e soddisfare le richieste di clienti di un certo spessore, come i rom di Pescara. Lo sostengono gli investigatori,...

I fratelli Beharaj sono narcotrafficanti in grado di gestire grosse partite di droga e soddisfare le richieste di clienti di un certo spessore, come i rom di Pescara. Lo sostengono gli investigatori, basandosi anche sul contenuto dei colloqui registrati durante mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali. È lo stesso Elton Beharaj, definito «la mente» dell’organizzazione dal gip Giuseppe Romano Gargarella (foto), a rivelare che tra i suoi acquirenti c’è Emiliano Spinelli, 28 anni, detto “Ciccio” o “Bomber”. Elton non sa di avere il telefono sotto controllo e, discutendo con un affiliato albanese, svela i suoi affari con l’esponente della famiglia rom. Ma Emiliano Spinelli, sempre secondo le indagini, si afferma poi come fornitore di rilievo di un gruppo criminale che si assicura una buona fetta di territorio dopo gli arrestati dei vertici delle organizzazioni guidate dai fratelli Beharaj e dai fratelli Shametaj. Per la polizia, la caratura criminale di “Ciccio” si evidenzia anche per il fatto che è solito incutere timore agli acquirenti in caso di pagamenti ritardati: alle minacce verbali seguono vere e proprie promesse di passare alle vie di fatto. Fornitore dello stesso gruppo sarebbe anche Guido Spinelli detto “il bello”, 50 anni, ritenuto un personaggio di spicco dello spaccio pescarese. Nelle intercettazioni emerge anche un episodio particolare: Guido “il bello” incarica il figlio Giacomo e un altro indagato, Alessandro Iezzi, di fare un viaggio a Roma per riconsegnare una partita di cocaina giudicata scadente. Un altro Spinelli, Aquilino (detto “Manuel”), si occupa invece del supporto logistico per custodire la droga. (g.let.)