Pagato il progetto Ma il maxi porto resta solo sulla carta

San Vito, saldata l’ultima rata del mutuo da 320mila euro Nardone: soldi distolti dai servizi. Catenaro: l’idea è valida
SAN VITO CHIETINO. Pagata l’ultima rata di 140.815 euro per la progettazione del porto. L’ultima tranche di un mutuo di 320.000 euro contratto dalla precedente giunta del sindaco Rocco Catenaro per far redigere un progetto, osteggiato dalle opposizioni e dalle associazioni ambientaliste, che prevedeva l’ampliamento del molo attuale con uno nuovo collegato con una piastra esagonale, 350 posti barca, aree commerciali come bar, ristoranti, ritrovi, locali per attrezzature sportive e noleggi, attività legate alla cantieristica navale ma anche parcheggi, strade, piste ciclabili e pedonali. Un progetto da 20.400.000 euro che, messo a bando nell’agosto 2013, è rimasto sulla carta perché la gara andò deserta. Ed è il quarto progetto in 40 anni per un nuovo porto a San Vito. «I cittadini hanno pagato il progetto del porto turistico come avevamo previsto», afferma il vicesindaco Roberto Nardone, che da consigliere d’opposizione ha sempre votato contro l’opera monumentale, «visto che l’iter amministrativo di costruzione è miseramente fallito davanti all’incapacità politica di progettualità delle scelte per lo sviluppo del paese della vecchia maggioranza di Nuova Alleanza per San Vito. Un progetto voluto dall’ex giunta Catenaro e osteggiato da tutte le altre parti politiche sanvitesi, che ritenevano l’opera faraonica e non conciliante dal punto di vista economico, visti i 320.000 euro di mutuo aperto con la Cassa depositi e prestiti, ma anche con le caratteristiche del territorio. Un progetto che pesa ancora sui bilanci precari dell’ente e che ha distolto i soldi da servizi, manutenzioni e investimenti. Con questi soldi, ad esempio, si sarebbero potuti fare i lavori alla scuola di Sant’Apollinare, senza arrivare alla sua chiusura». Per San Vito Bene Comune il paese ha l’ennesimo progetto di un porto che non ha futuro e che ha privato il Comune di risorse economiche importanti. «A San Vito serve un approdo per i diportisti locali», aggiunge Nardone, «non un molo gigante. Serve una costruzione che, nell’ottica di sviluppo della Via Verde della Costa dei trabocchi, del Parco della costa teatina, sia di raccordo e si colleghi allo sviluppo puntuale che avrà l’area». «Il progetto è stato fatto perché il porto e le attività connesse, anche commerciali, sono un’occasione di sviluppo turistico ed economico per il paese», sostiene l’ex sindaco Catenaro, «non sono soldi sprecati. Se proprio la giunta vuole trovare fondi per il paese, perché non si è tagliata gli stipendi come noi? Il progetto è valido, potrebbe essere ridimensionato di un 30% ma la base c’è e può essere costruito in project financing».
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