Palazzi abusivi, spunta un altro indagato

Avviso di garanzia anche a Luca Di Matteo, ritenuto l’amministratore di fatto della ditta costruttrice. Chiesto il dissequestro
CHIETI. Spunta un sesto indagato nell’inchiesta della procura di Chieti sui due palazzi sequestrati sul lungomare di Francavilla perché considerati abusivi. Si tratta di Luca Di Matteo, pescarese di 36 anni, ritenuto dall’accusa l’amministratore di fatto della Maestrale srl, ovvero la società che ha costruito i complessi residenziali, all’altezza di piazza Asterope, in forza di una convenzione stipulata nel 2021 tra la stessa ditta e il Comune. Un atto che, per gli inquirenti, è illegittimo. Martedì scorso, nel giorno del blitz dei carabinieri forestali, in cinque avevano già ricevuto l’avviso di garanzia: il dirigente comunale Roberto Olivieri, 64 anni di Giulianova, il notaio teatino Giovanni De Matteis (70) davanti al quale è stata siglata la convenzione, l’attuale legale rappresentante della Maestrale Massimo Di Giampaolo (50), originario di Imola e domiciliato a Spoltore, e i suoi predecessori Ivo Accili (54), nato a Genova e residente a Francavilla, e Ivan Pellegrini (30), pescarese. Gli indagati devono rispondere tutti di concorso nei reati di abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva.
Ieri mattina, negli uffici della procura di via Spaventa, il pubblico ministero Giancarlo Ciani ha affidato all’ingegnere informatico Davide Ortolano l’incarico per eseguire accertamenti tecnici irripetibili, vale a dire l’estrapolazione a mezzo di copia forense dei dati contenuti nei computer e negli altri dispositivi informatici sequestrati nella sede della Maestrale. Nel dettaglio, gli investigatori avevano portato via tre notebook, un pc, cinque pen drive e due memorie esterne. Il consulente del pm depositerà la sua relazione entro 60 giorni.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Augusto La Morgia, Cristiano Sicari, Marco De Merolis, Antonio Luciani, Gabriele Rapali, Ernesto Torino Rodriguez ed Edgardo Ionata.
Secondo il giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis, che ha firmato il decreto di sequestro preventivo, per far nascere quei palazzi a un passo dalla spiaggia si stanno agevolando i privati calpestando gli interessi pubblici.
Per il gip, dunque, sono plurimi «i profili di irragionevolezza, prima che di illegittimità, che hanno connotato l’operato dell’amministrazione interessata» nella sottoscrizione della convenzione. In primis, sul piano formale, l’architetto Olivieri non poteva esprimere la volontà dell’ente, trattandosi di un atto riservato alla competenza del consiglio comunale. Con la convenzione, la società ha ceduto al Comune terreni in prossimità del litorale, in cambio dei permessi a costruire per 11.404 metri cubi. Ma alcune di quelle aree, sostiene l’accusa, erano di proprietà dell’ente dal lontano 1969. Sugli altri spazi erano state invece realizzate già strade pubbliche, per cui questi non potevano essere dati al Comune in cambio di volumetrie.
La società Maestrale ha già presentato istanza al tribunale dell’Aquila per chiedere il dissequestro dei palazzi: l’udienza sarà fissata nelle prossime ore.
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