Palazzi Lotti e Berenga, privati pronti all’acquisto

14 Gennaio 2019

Dopo le aste deserte il Comune avvia la trattativa con gruppi imprenditoriali Pupillo: parte dei fabbricati verrebbe lasciata al Comune per finalità culturali

LANCIANO. Spunta l’interesse dei privati sui palazzi storici della città. Dopo anni di aste andate deserte e progetti sfumati, qualcosa si muove per le storiche residenze signorili che il Comune, non avendo fondi propri per ristrutturarle, ha inserito nell’elenco dei beni da dismettere. E così due gioielli architettonici del centro storico, i palazzi Lotti e Napolitani-Berenga, potrebbero riacquistare nuova vita.
I PRIVATI. «Siamo in trattativa con alcuni privati per questi due immobili, ci sono interessi all’acquisto che hanno anche finalità culturali», conferma il sindaco Mario Pupillo che però non si sbottona. Ma i contatti sono stati avviati. Del gruppo interessato ai due immobili storici farebbe parte anche qualche privato straniero, facoltoso si intende. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che gli operatori ristrutturano a proprie spese i due immobili, tenendo una parte per sé e lasciando l’altra al Comune.
PALAZZO LOTTI. La residenza ottocentesca in via Del Malvò finì la prima volta all’asta nel 2012 per 410mila euro.Oggi il prezzo è sceso a 369mila euro e l’immobile ha avuto visibilità nella vetrina dell’Agenzia del demanio. «Potrebbe avere sia destinazione residenziale che culturale», dice il sindaco, «ci si potrebbe realizzare un caffè letterario, una biblioteca oppure un ristorante tipico all’interno di uno spazio di prestigio».
PALAZZO BERENGA. L’immobile settecentesco in via Garibaldi, a Santa Maria Maggiore, è stato valutato 900mila euro. Il Comune ha stimato 600mila euro per la sua ristrutturazione, una volta che si finirà di vuotare le 63 stanze di oggetti, quadri, libri, carteggi e mobili del collezionista Giancarlo Marchigiano che lo ha occupato per alcuni anni. «Dovremmo finire entro fine gennaio», spiega Pupillo, «finora ci è costato sui 30mila euro perché parte del materiale va conservato e lo stiamo stoccando in un altro sito».
EX ECA. Non ci sono solo i privati a guardare con attenzione al patrimonio immobiliare comunale. Un ente pubblico è infatti interessato a rilevare l’edificio ex Eca (Ente comunale di assistenza) in via Spaventa per realizzarci uffici. La palazzina di fianco alla Asl, valutata 720mila euro, risale agli anni ’50. Per anni è stata la succursale dell’istituto De Titta fino a quando, dopo il terremoto del 2009 all’Aquila, è stata ritenuta non idonea ad ospitare gli studenti.
EX DE GIORGIO. Il Comune aspetta proposte anche per l’ex istituto De Giorgio, in via Finamore, che nel frattempo è stato inserito nel progetto dell’Agenzia del demanio “Cammini e percorsi”. «Il Demanio ha riconosciuto valida la nostra idea, presentata tre anni fa come progetto di finanza, di utilizzare l’ex scuola come spazio ricettivo per i pellegrini», dice Pupillo, «perché si inserisce nel contesto dei cammini religiosi, quello di San Tommaso, e delle ciclovie, la Via Verde sulla costa. Inoltre è al centro della città e potrebbe ospitare circa cento posti letto». Per acquistarla servono 2.200.000 euro. «Dopo le prossime elezioni regionali faremo un incontro con imprenditori locali e associazioni per spiegare il progetto e le sue possibilità», annuncia Pupillo, «ovviamente se dovessero uscire altre proposte, quella del Demanio non è vincolante».
ALTRI BENI IN VENDITA. Dal piano alienazioni 2018 il Comune ha finora ricavato circa 80mila euro, grazie alla vendita di un appartamento in via Aldo Moro e di alcuni terreni. All’asta andrà un altro appartamento in una zona centrale della città (valore 90-100mila euro) di cui l’amministrazione è da poco tornata in possesso e un cittadino privato ha presentato richiesta per acquistare l’ex scuola elementare di Colle Campitelli (circa 40mila euro). Tra gli altri beni in vendita ci sono un attico in via Don Minzoni (150mila euro), due immobili in via Martiri VI Ottobre (160mila l’uno), l’ex Di Iorio in via Santa Maria Maggiore (114mila).
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