Palazzina Ater a rischio crollo, adesso le indagini si allargano

15 Dicembre 2021

ORTONA. Si allarga l’inchiesta sulla palazzina dell’Ater evacuata ad Ortona, in contrada Fonte Grande, perché a rischio crollo dopo il cedimento di due pilastri. Ieri mattina, davanti al giudice del...

ORTONA. Si allarga l’inchiesta sulla palazzina dell’Ater evacuata ad Ortona, in contrada Fonte Grande, perché a rischio crollo dopo il cedimento di due pilastri. Ieri mattina, davanti al giudice del tribunale di Chieti Luca De Ninis, è stato nominato come perito l’ingegnere Daniele Ferrante. L’incarico è stato affidato nell’ambito dell’incidente probatorio richiesto dal sostituto procuratore Marika Ponziani: si tratta di uno strumento processuale per cristallizzare prove, da utilizzare poi durante l’eventuale dibattimento, che l’incedere del tempo e il mutare dei luoghi potrebbero mettere a rischio. L’obiettivo del pm è accertare le cause del crollo parziale avvenuto lo scorso 6 ottobre o comunque dell’ammaloramento dell’edificio che si trova al civico 27 di piazza 28 Dicembre. Al momento sono quattro gli indagati per il reato di «delitto colposo di danno»: il presidente dell’Ater Antonio Tavani, 58 anni di Fara San Martino; il responsabile tecnico Gianleo D’Ercole, 56 anni di Chieti; Alfonso Diana, 56 anni di Casal di Principe, legale rappresentante della ditta che ha eseguito alcuni interventi sulla palazzina in tempi recenti; e il direttore dei lavori Angelo Alimonti, 38 anni di Guardiagrele. Al momento non è stata accertata alcuna loro responsabilità e non è assolutamente detto che ce ne siano: l’iscrizione nel registro degli indagati è un passaggio tecnico per consentire la nomina di consulenti di parte.
Ma adesso le indagini potrebbero coinvolgere anche altre persone. Il giudice, infatti, ha disposto che il perito esegua una verifica preliminare sullo stato di fatto dell’immobile e sulle difformità rilevate rispetto al progetto originario. Lo scopo è stabilire se queste difformità possano aver inciso sul cedimento. L’ingegner Ferrante depositerà la sua relazione entro il 13 gennaio, mentre il 25 si tornerà in aula per definire il quesito al quale il perito dovrà dare una risposta. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Roberto D’Ettorre, Roberto Di Loreto e Gabriele Gallo. Ad occuparsi delle indagini sono i carabinieri della compagnia di Ortona. Al termine dell’incidente probatorio, la procura valuterà se chiedere il processo per gli indagati oppure sollecitare l’archiviazione.
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