Palazzina Ater a rischio crollo, in arrivo gli alloggi alle famiglie

Attesa per la relazione dei tecnici dopo gli accertamenti: resta alta la probabilità dell’abbattimento Corsa all’assegnazione degli appartamenti: i primi potrebbero essere pronti la prossima settimana
ORTONA . La dettagliata relazione tecnica sulla palazzina Ater a rischio crollo non è ancora arrivata. Secondo i programmi avrebbe dovuto essere pronta entro questo fine settimana, ma come confermato ieri pomeriggio dal presidente della Azienda di edilizia residenziale di Chieti, Antonio Tavani, l’importante documento non c’è ancora. Ma c’è anche una notizia positiva, perché Ater e Comune sono al lavoro per assegnare il prima possibile i primi appartamenti alle famiglie rimaste senza una casa dopo che l’immobile di piazza 28 Dicembre, a Fontegrande, ha rischiato di crollare a seguito del cedimento di alcuni pilastri esterni.
Non c’è ancora nulla di certo ma i primi alloggi potrebbero essere pronti la prossima settimana. I nuovi appartamenti popolari si trovano sia a Fontegrande che Ortona centro. Negli ultimi giorni, inoltre, all’Aquila sono stati valutati arredi che potranno essere utili all’allestimento delle nuove case. «Siamo impegnati su vari fronti, l’Ater sta dedicando molto del suo tempo alle soluzioni contro questa emergenza», ha confermato il presidente della stessa Ater Chieti, Tavani. Sulle sorti della palazzina di piazza 28 Dicembre, invece, resta alta l’ipotesi dell’abbattimento. È quasi una certezza, infatti, che la stabilità dell’edificio sia compromessa. Nelle ultime settimane, sul condominio per cui il sostituto procuratore Marika Ponziani ha disposto il sequestro, sono stati effettuati controlli relativi ai movimenti verticali ed orizzontali, oltre che sulla sua inclinazione. Un terzo monitoraggio è stato eseguito per capire gli spostamenti dell’edificio nel suo complesso. Tutto questo servirà a studiare un progetto di puntellamento utile a salvaguardare l’immobile e conseguentemente a svuotarlo di quanto gli inquilini hanno lasciato al suo interno. Ma del recupero al momento non si parla.
Tornando all’assegnazione dei primi alloggi, questa permetterà anche di dare respiro alle casse comunali. L’ente, infatti, al momento sta provvedendo al pagamento delle strutture ricettive dove sono ospitate sette delle dieci persone rimaste senza una casa. Per loro una situazione tutt’altro che semplice, visto che non sono riuscite nemmeno a recuperare i beni lasciati all’interno delle proprie mura domestiche.
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