Palazzina Ater, nuovo squarcio «Verifiche sul pericolo di crollo»

Occorre un intervento d’urgenza sull’edificio dopo le segnalazioni dei residenti delle otto abitazioni La consigliera regionale Bocchino porta il caso all’Emiciclo: vediamo se ci sono fondi per intervenire»
VASTO. Un nuovo lungo squarcio su una parete del palazzo Ater di via Penna Luce 11, a Punta Penna, conferma l'urgenza di un intervento di ristrutturazione dell'immobile. «Saranno nominati due tecnici», fa sapere il legale degli inquilini, l'avvocato Luca Damiano, «che esamineranno attentamente il fabbricato. Il prossimo 7 marzo è in programma un’assemblea nel corso della quale saranno riferiti alle famiglie i lavori che verranno intrapresi. Se dovessero emergere pericoli di crollo a quel punto sarà necessario evacuare il palazzo e trovare per le famiglie un'altra sistemazione».
Sia il Comune che la consigliera regionale Sabrina Bocchino (Lega) sono impegnati a trovare i fondi necessari per la sistemazione dell'immobile. «Porterò la questione in Regione», ha confermato ieri Sabrina Bocchino, «la questione va discussa per verificare un'eventuale disponibilità economica da destinare ai lavori di ristrutturazione». La consigliera regionale della Lega riferirà la difficile situazione della palazzina Ater di Penna Luce al presidente della Regione Marco Marsilio. «Si tratta di un problema annoso», rimarca Bocchino, «che si sta manifestando in tutta la sua gravità causando disagi e pericoli. La situazione a quanto mi è dato sapere si trascina da tempo. Consapevoli delle rassicurazioni di vigili del fuoco ed Ater sull’assenza di rischio di cedimenti, ritengo che sia dovere delle istituzioni essere al fianco di chi si trova in situazione di grande difficoltà anche e soprattutto in termini di sicurezza. Dobbiamo, dunque, agire», conclude l'esponente della Lega, «per tutelare l’integrità fisica delle persone e tornare a dare loro la possibilità di vivere con serenità nel proprio alloggio. Su un'altra palazzina si sta già seguendo un iter specifico, speriamo di riuscire a trovare una soluzione adeguata anche per questa ulteriore criticità».
Non ha risparmiato critiche ai lavori di manutenzione eseguiti qualche anno fa Stefano Moretti, il tecnico corso in aiuto delle famiglie e che assisterà alle prossime operazioni peritali. Moretti ha puntato il dito contro chi ha eseguito i lavori di manutenzione. «Acclarato che gli interventi di manutenzione ordinaria dovrebbero essere più frequenti e regolari», dice Moretti, «va detto che i lavori pagati dalle famiglie nel 2007 non sono stati perfetti, così come il cosiddetto "cappotto esterno" del palazzo fatto nel 2018, visto che nel palazzo piove dentro. Le famiglie hanno speso tutto quello che avevano e ora rischiano di dover lasciare le loro case».
Nel palazzo ci sono otto appartamenti. La struttura presenta numerose lesioni ai pilastri e ai muri, la soletta di cemento esterna alla base dell'edificio è sprofondata di diversi centimetri così come i pavimenti al piano terra.
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