Palazzo Berenga, il rigattiere blocca il tentativo di sgombero

LANCIANO. È fallito l’ennesimo tentativo di sgombero di Palazzo Berenga. Dal 2 ottobre scorso nell’immobile settecentesco di proprietà del Comune, in via Garibaldi, ci sono i sigilli ma è ancora...
LANCIANO. È fallito l’ennesimo tentativo di sgombero di Palazzo Berenga. Dal 2 ottobre scorso nell’immobile settecentesco di proprietà del Comune, in via Garibaldi, ci sono i sigilli ma è ancora pieno del materiale -centinaia di oggetti, foto, quadri, libri, carteggi, mobili- del rigattiere Giancarlo Marchegiano. In 10 anni di occupazione dell’edificio storico l’uomo ha riempito le 63 stanze della sua collezione. Ma nelle stanze c’è anche immondizia accumulata e questa, ieri mattina, gli operatori di EcoLan sono andati a togliere. O meglio, hanno cercato, invano, di farlo. Hanno iniziato a pulire sotto la supervisione del dirigente dell’avvocatura comunale Giovanni Carlini, di quello del settore ambiente Antonio Iezzi e della Sovrintendenza (allertata dal Comune per salvare il materiale di interesse storico-culturale) quando Marchegiano ha iniziato ad opporsi alle pulizie. «Lì c’è il mio sangue!», ha gridato. Una vita passata a recuperare oggetti, anche di valore, che aveva sistemato prima a Lancianovecchia, poi nell’ex galleria Excelsior e negli scantinati del Ciakcity, fino a trovare spazio a Palazzo Berenga. Ma da qui deve sgomberare. Lo sfratto gli è stato comunicato a settembre. «Le pratiche sono state avviate due anni fa», spiega Carlini, «e il 2 ottobre 2017 sono stati posti i sigilli dopo la decisione del tribunale di Lanciano. Lo sgombero è per il rischio di incendio. Ma abbiamo accordato a Marchegiano del tempo per pulire: entro il 29 gennaio scorso doveva togliere tutto». Gli oggetti di valore dovevano essere trasferiti nell’ex istituto agrario a Torre Sansone, della Provincia. Ma niente, tutto è rimasto nello stabile. Così ieri mattina è iniziata la pulizia. Marchegiano ha prima assistito mestamente, poi ha chiamato la polizia per denunciare il furto degli oggetti dal palazzo. Così in strada si sono ritrovati polizia, vigili urbani, dirigenti comunali e dipendenti EcoLan. Alla fine si è deciso di bloccare tutto. Ma nei prossimi giorni l’edificio sarà aperto e pulito. «L’immobile è del Comune», dice il sindaco Mario Pupillo, «e deve essere sistemato perché c’è rischio che divampi un incendio e sarebbe drammatico per l’intero quartiere. Poi il palazzo è inserito nella “Via dei musei”, una strada per i turisti che collega San Nicola, Palazzo Berenga appunto, Santa Maria Maggiore, la casa museo Federico Spoltore, il Museo diocesano e il Parco delle arti musicali. A Palazzo Berenga vogliamo creare il Museo della resistenza e della rivolta lancianese al piano terra, mentre nelle stanze superiori una pinacoteca comunale. Ma per realizzare il progetto l’edificio deve essere liberato».
Teresa di Rocco
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