Palazzo d’Achille, lavori bloccati: il Comune chiede il risarcimento

La causa è in corso davanti al tribunale di Lecce, la città dell’azienda che ha vinto il maxi appalto Il giudice nomina un consulente tecnico d’ufficio per poter valutare l’eventuale entità dei danni
CHIETI. Mentre sui lavori per la ristrutturazione di palazzo d'Achille non è ancora possibile prevedere un termine per la riconsegna, l'amministrazione comunale chiede il risarcimento danni per i lavori rimasti al palo. La causa è in corso davanti al tribunale di Lecce e il giudice ha nominato un consulente che dovrà accertare se la richiesta del Comune è valida e, in questo caso, l'ammontare dei danni. Il professionista scelto è l'ingegnere di Lecce Marcello Buggemi al quale da parte del Comune di Chieti, in qualità di compenso per l'incarico da portare a termine, arriverà la somma di 1.268 euro, appena varata dall'amministrazione.
I lavori di ristrutturazione della sede storica del Comune sono partiti a settembre del 2014. Sarebbero dovuti durare 420 giorni, vale a dire che il cantiere si sarebbe dovuto chiudere entro febbraio 2017. L’intervento, finanziato con 3,4 milioni di euro di fondi comunitari erogati dalla Regione, è stato appaltato ad un’associazione temporanea di imprese che vedeva come capofila la ditta Osvaldo Troso srl, di Lecce, coadiuvata dalla ditta Restaurea srl, di Ostuni. Palazzo d'Achille era stato chiuso però anni prima, nel 2009, a seguito del terremoto aquilano.
Da allora gli uffici del Comune si sono trasferiti in corso Marrucino, nell’ex sede della Banca d'Italia, un’operazione molto onerosa per le casse comunali, visto che l'ente paga un pesante affitto di circa 10mila euro al mese. Prima di arrivare all'apertura del cantiere, però, passano anni e poi, una volta partiti i lavori, il cantiere si blocca presto. La ditta Troso non ce la fa e si tira indietro. Tanto che nel 2018 il Comune decide di rescindere il contratto. Il cantiere sembrava poter ripartire nel 2019 con l'affidamento dell’ultima parte degli interventi alla seconda classificata dell’appalto, il consorzio Rennova dell’Aquila che riunisce 9 ditte, ma nel frattempo è intervenuta la magistratura che ha aperto un'inchiesta sui lavori. Intanto la ditta Troso è fallita e ora il Comune chiede al curatore del fallimento i danni per le opere mai portate a termine.

