Palazzo Genova Rulli, recupero fermo «Così torna alla curia»

19 Dicembre 2020

In 15 anni nessuna ristrutturazione da tre giunte comunali D’Adamo: «La diocesi potrebbe riprendersi l’immobile»

VASTO. Potrebbe tornare nella piena disponibilità della curia vescovile il Palazzo Genova Rulli ceduto nel 2006 al Comune in comodato d’uso gratuito. Il 31 gennaio 2021 – cioè fra sei settimane – scadono i 15 anni a disposizione dell’ente locale per i lavori di ristrutturazione del fabbricato che contiene al suo interno stucchi e decori di pregio, ampi saloni affrescati e un grande giardino, ma che è stato lasciato in questi anni in totale abbandono e in balia dei vandali, le cui incursioni sono facilmente desumibili dalle condizioni dello storico immobile. A ricordare che c’è una scadenza imminente è Nicola D’Adamo, ex presidente dell’Associazione della stampa vastese che da “privato cittadino” ha inviato una lettera aperta ai consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione. «Dal 2006 ad oggi il Comune non ha manifestato alcun interesse a ristrutturare il Palazzo Genova Rulli», scrive D’Adamo, «il contratto di comodato dice testualmente che passati 15 anni, qualora il comodatario (cioè il Comune) non avesse dato corso ad alcun tipo di azione finalizzata al recupero, il comodante (cioè la curia) può recedere dal contratto».
D’Adamo ripercorre tutta la storia che inizia nel 2005 quando il consiglio comunale – sindaco Filippo Pietrocola del centrodestra – decide di acquisire in comodato d’uso gratuito il palazzo Genova Rulli, cedendo alla curia alcuni locali del complesso del Carmine. Gli atti vennero sottoscritti il 31 gennaio 2006 e tra i vari obblighi c’è quello che impegna il Comune ad effettuare tutti gli interventi di recupero e restauro conservativo necessari per il completo ripristino della fruibilità dell’immobile, da eseguire a propria cura e spese. «Questi sono stati i passaggi iniziali, tutti avviati dal centrodestra, ma a giugno 2006 va al potere il centrosinistra», ricorda il giornalista, «e da allora lettera morta. Né l’ex sindaco Luciano Lapenna, né l’attuale primo cittadino Francesco Menna si sono seduti a tavolino per esaminare come poteva essere valorizzato questo prezioso gioiello architettonico, a tutto vantaggio della città. Né è stata mai esplorata la possibilità di trovare qualche canale di finanziamento».
Da qui l’appello rivolto all’intero consiglio comunale «affinché prenda a cuore il problema e venga bloccata la restituzione del bene al vescovo. La città di Vasto ha bisogno del complesso Genova Rulli, un fabbricato di inestimabile valore anche perché confina con il grande edificio dell’ex Istituto d’arte». Fin qui l’intervento di D’Adamo sul quale, al momento, non si registra alcuna reazione che faccia intendere l’orientamento dell’amministrazione comunale. Nessun commento neanche da parte del sindaco Francesco Menna che, sebbene interpellato, ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione.
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