Pali della luce caduti e pericolanti «È colpa dell’ex giunta Pupillo»

5 Novembre 2023

L’assessore Paolucci spiega l’origine dei problemi in alcune zone della città acuiti dal forte vento L’opposizione a Sant’Amato aveva manifestato per la contrada al buio. «Ma compete alla Provincia» 

LANCIANO. «Disservizi e problemi della pubblica illuminazione in alcune zone della nostra città sono legati soprattutto alla convenzione sottoscritta dall’amministrazione Pupillo nel 2017». Il j'accuse al centrosinistra arriva questa volta dall’assessore alla transizione ecologica Tonia Paolucci (segue quello del sindaco Filippo Paolini), dopo la caduta di due pali della luce per il vento e la rimozione di altri 7 pericolanti.
L'esponente della giunta torna anche sulla protesta messa in scena da consiglieri di opposizione ed esponenti di centrosinistra a Sant'Amato, dove dal maggio scorso un tratto di pubblica illuminazione, danneggiato dalla caduta di un albero, non è stato ancora ripristinato, lasciando parte della contrada al buio. L'opposizione era scesa in strada con candele e striscione all'inno di “Filippo, le luci”: «Il Comune può ripristinare un minimo di sicurezza in questa contrada con fondi di bilancio, senza aspettare il risarcimento del danno da parte della Provincia». Ma per l'assessore Paolucci la «protesta ha sbagliato obiettivo: le ragioni della mancata sostituzione dell’unico palo ancora da ripristinare sono legate all’inerzia della Provincia di Chieti, amministrata dal Pd, che da oltre 2 anni non si decide a tagliare gli alberi pericolanti distrutti dall’incendio dell’agosto 2021, nonostante i solleciti del Comune e la relazione dei carabinieri forestali. Alberi che hanno creato, e continuano a creare, danni consistenti alla rete della pubblica illuminazione. Vale la pena ricordare», dice ancora, «che ad agosto 2021 il sindaco era Mario Pupillo e l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, lo stesso che in questi giorni si è fatto fotografare con il lumino in mano a Sant’Amato. Non mi pare che all’epoca si attivarono per il celere ripristino dell’illuminazione, che fu invece portato avanti e concluso dalla nostra amministrazione appena insediata».
Ma l'assessore alla transizione ecologica stigmatizza l’intero accordo sottoscritto nel 2017 dall’amministrazione Pupillo con la Ceie Power (oggi Lumangest). «Un accordo che non prevede la manutenzione dei pali con trattamento anticorrosivo, ma solo dei corpi illuminanti e dei differenziali», rimarca Paolucci, «il risultato di questa scelta è emerso in tutta la sua gravità con il crollo dei lampioni a Santa Rita, che ha portato alla rimozione di altri pali ritenuti pericolosi per la sicurezza. Non è previsto neppure un piano di controllo e manutenzione dei pali e dal 2017 ad oggi ci sono stati circa 185 interventi di ripristino su pali incidentati, danneggiati e corrosi. Non solo. In questi anni sono stati efficientati 6.464 punti luce e sostituiti appena 150 pali della pubblica illuminazione. Ne mancano ancora altri 150, oltre a tutti quelli alimentati con il fotovoltaico e mai censiti».
E per completare tutta la riqualificazione della rete cittadina della pubblica illuminazione ora occorrono nuovi fondi. «Per raggiungere l'efficienza energetica», conclude l’assessore, «è necessario migliorare il rendimento del sistema, che non passa solo dalla sostituzione delle lampade, come deciso da Pupillo e dalla sua amministrazione di centrosinistra, ma anche e soprattutto dal rifacimento della linea e dei quadri. Ad oggi la società ci ha rimesso un preventivo di spesa per la sostituzione dei cavi e dei quadri nelle zone con le maggiori criticità e la somma ammonta a circa 1.700.000 euro. Se chi oggi si fa fotografare con un lumino in mano ci avesse pensato quando amministrava la città, probabilmente l’esborso per le casse comunali sarebbe stato diverso».
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