Pannelli fotovoltaici rubati, scattano le pene

Due magrebini patteggiano un anno e sei mesi: i furti messi a segno a Lanciano, Casoli e Termoli
LANCIANO. Primi due patteggiamenti per l’operazione Overturned horse che ha portato nel settembre 2017 i carabinieri della compagnia di Lanciano, guidati dal capitano Vincenzo Orlando, a sgominare due bande di ladri magrebini e romeni, con basisti frentani, dedite ai furti di pannelli fotovoltaici e rame, materiale agricolo e industriale nelle province di Chieti, Foggia e Campobasso. Furti per un giro di affari, tramite la vendita dei pannelli in Marocco e Romania, di 500mila euro. Hanno patteggiato un anno e 6 mesi di reclusione davanti al giudice per le udienze preliminari Marina Valente, Nouri Younes, 37 anni, e Salhi Kamal, 36 anni, rappresentati dall’avvocato Francesco Americo. Ai due era contestati il furto aggravato e la ricettazione di mille pannelli fotovoltaici. Nello specifico, Kamal era accusato con altri due complici del furto di 700 pannelli fotovoltaici in un’azienda di contrada Serre, a Lanciano, rubati dopo aver rotto la rete di recinzione la notte del 14 dicembre 2016. Furto che, assieme a quello di cavi di corrente di media tensione per 3.700 chili di rame tra Fossacesia e l’entroterra pochi giorni dopo dette il via alle indagini con intercettazioni, 10 telefoni messi sotto controlli, la sistemazione di localizzatori. A Younes era contestato il furto, con altri due complici, di 300 pannelli fotovoltaici in un’azienda agricola a Campomarino il 1° maggio 2017. Questo furto ha dato il nome all’operazione perché, dopo aver rubato i 300 pannelli e averli caricati su un furgone rubato, la banda, braccata dai carabinieri, cercò di fuggire ma il furgone, chiamato in codice dai malviventi “cavallo”, a causa di una manovra repentina si ribaltò: da qui il nome di operazione overturned horse.
Molti i furti commessi tra Lanciano, Termoli, Casoli, ma anche molta merce recuperata dai militari dell’Arma, come i 300 pannelli rubati a Roccascalegna, i mezzi presi nel deposito del Comune di Casoli recuperati prima che finissero all’estero. La merce, infatti, finiva nel foggiano e poi in Marocco o in Romania. In totale furono 8 gli arrestati, 30 indagati e 500mila euro il giro di affari fermato. Ieri sono arrivate le prime due condanne, altri 10 imputati invece saranno a processo, dinanzi al giudice monocratico il prossimo 9 aprile 2019. (t.d.r.)
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