Paolini accantona il rimpasto: «Nessuno chiede cambiamenti»

22 Aprile 2024

Il sindaco si lascia alle spalle i contrasti tra la Lega e le due anime di FdI legate a Campitelli e Magnacca Congelati anche i passaggi tra i gruppi consiliari. Fratelli d’Italia rinvia la verifica a dopo il congresso

LANCIANO. Mentre in campanili poco distanti, come Ortona e Vasto, si rifanno i conti con gli elettori e con le giunte, nella città dei miracoli e delle fiere tutto procede serenamente: l’onda lunga delle elezioni regionali, con un solo eletto del centrodestra all’Emiciclo, l’ex assessore Nicola Campitelli, non ha scalfito gli equilibri amministrativi nonostante le cocenti delusioni di un centrodestra che, proprio a Lanciano, ha ceduto il passo per qualche voto al centrosinistra allargato di Luciano D'Amico. Parola del sindaco Filippo Paolini: «Sono molto sereno nel mio incedere amministrativo quotidiano, mai come in questo momento ci sono tante riunioni di maggioranza con clima disteso e grande partecipazione».
Tutto congelato quindi, assessori e assetto del consiglio comunale. Appena dopo il voto, con il tentativo fallito dei due assessori Paolo Bomba e Tonia Paolucci di salire all’Emiciclo, e nuovi equilibri da disegnare, era stato dato per imminente il passaggio dei componenti del gruppo misto, Dalila Di Loreto, Giuseppe Luciani e Michele La Scala (che sostengono l’assessore e vice sindaco Danilo Ranieri) nel partito di Fratelli d’Italia, compagine con cui ha trionfato Campitelli con i suoi 8.463 voti, che però in città era stato “sfidato” nella stessa lista da Bomba (2.993 voti).
Nel corso della settimana di Pasqua, le frizioni tra i nuovi assetti politici cittadini formati dagli ex componenti della Lega e gli attuali componenti di FdI, erano anche venute allo scoperto con manifeste “provocazioni”, come ad esempio la presenza della neo assessora sansalvese Tiziana Magnacca in città, trionfante grazie a un risultato elettorale trainato anche dal voto lancianese, e sorridente sulla gradinata di Palazzo di città. Una scena che è stata bollata da alcuni come una provocazione e che è rimasta a suggello di un territorio sempre a ricasco o a traino di un altro.
Ad ogni modo nulla cambia. «Nessun partito mi ha sollevato questa necessità», riferisce il primo cittadino, «ad oggi nessun segretario politico è entrato nel mio ufficio per chiedermi di creare nuovi gruppi». Non il gruppo misto per un nuovo e allargato gruppo di Fratelli d’Italia quindi, e nemmeno Forza Italia che vede invece la candidata Tonia Paolucci proseguire i lavori amministrativi nella doppia veste del gruppo civico Libertà in azione. «Preferirei che venisse mantenuta la volontà dei cittadini al momento del voto», ammette il primo cittadino, «ma non sono contrario ai cambiamenti, solo che nessuno mi ha chiesto niente».
Fratelli d’Italia infatti ha rimandato la questione a dopo il congresso cittadino, di là da convocare. E non solo non è previsto alcun rimpasto di giunta, ma nemmeno una verifica, nonostante qualche assessore sia da tempo meno in vista e meno presente di altri. Si va quindi dritti alla preparazione della campagna elettorale per il quarto mandato di Paolini? «Alla domanda se mi candido rispondo no comment», replica il primo cittadino sorridendo, «una cosa però è certa, non ho mai legato la politica al sindaco: si è vinto perché si è creata una bella squadra, così come ha fatto Marsilio in Regione. In questo momento preferisco lavorare, quando sarà il momento si vedrà».
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