Paolini, arriva la proclamazione «Non mi siedo, ho tanto da fare»

21 Ottobre 2021

L’incontro con il sindaco uscente Pupillo in tribunale, poi il passaggio delle consegne in municipio  «In giunta ci saranno donne non per le quote di genere ma perché lo hanno meritato sul campo»  

LANCIANO. «Non mi siedo, ho troppe cose da fare». Fascia tricolore indosso e in piedi dietro la scrivania che conosce bene, Filippo Paolini ha preso possesso del “suo” ufficio in Comune dopo essere stato proclamato ufficialmente sindaco della città dal giudice Giovanni Nappi, a capo dell’ufficio centrale elettorale. Accanto a Paolini l’ex sindaco Mario Pupillo che ha passato la fascia tricolore al neo primo cittadino tra gli applausi di consiglieri, futuri assessori e dipendenti comunali.
LA PROCLAMAZIONE«L’ufficio centrale elettorale all’esito del ballottaggio, rilevato che non sono sopravvenute cause di incandidabilità del candidato, proclama sindaco di Lanciano Filippo». Il giudice Nappi nomina ufficialmente sindaco Paolini, in realtà al terzo mandato essendo stato sindaco dal 2001 al 2011. Accanto al neo primo cittadino, sia in tribunale che a Palazzo di città, il sindaco uscente Pupillo che tra battute e risate, in un clima finalmente sereno, ha stretto la mano al suo successore: «Auguri Filippo», ha detto Pupillo, «la fascia tricolore è l'abbraccio della città, è il segno di una responsabilità e di un prestigio. Le nostre posizioni sono diverse, ma da oggi sei e sarai il mio sindaco, il nostro sindaco. Buon lavoro a te, alla tua squadra a servizio della comunità».
I PRIMI PASSINon si siede in ufficio Paolini: «C'è troppo da fare», dice. E l’agenda è fitta di incontri, colloqui e verifiche. «Ora incontro i dirigenti, un colloquio per capire come è la situazione», spiega il primo cittadino. «Conosco la macchina amministrativa ma mi servono i report dei dirigenti per capire le emergenze. Poi, d’accordo con il sindaco Pupillo, ci sentiremo per gli impegni già assunti. Con l’assessore Giacinto Verna ho parlato telefonicamente e ci incontreremo per capire alcune criticità che ci sono nelle opere pubbliche, come la voragine in vico Corsea, il Diocleziano, la sala Mazzini. Da oggi ci sono 10 giorni di tempo perché il consigliere “anziano”, Tonia Paolucci, convochi il consiglio comunale. Prima ci sarà la consegna delle deleghe con la nomina degli assessori. E c’è comunque una città da mandare avanti».
LA GIUNTA: PRIMI NOMIL'attesa è per la nomina degli assessori. Paolini ha ribadito di avere le idee chiare ma anche la necessità di condividerle con il resto della sua squadra: Lega - il partito più votato - Fratelli d'Italia, Forza Italia, Udc e le liste civiche che lo hanno portato alla vittoria con il 51.22% dei voti. «Ci saranno tante donne in giunta e nel consiglio», commenta il sindaco, «ma non per le quote di genere, bensì perché hanno meritato “il posto” sul campo, con i voti, la qualità e la determinazione». Sette gli assessori uscenti, che dovrebbero restare tali anche se Paolini vuole riorganizzare la macchina amministrativa, i settori. «Non influirà sulle deleghe», dice, «ad esempio ho tenuto in passato quella al turismo staccandola dalla cultura senza problemi». Seguirà la logica dei più votati o dell’esperienza per assegnarle? Numeri alla mano alla Lega spetterebbero almeno due assessori, uno alle altre forze politiche. Sarà della squadra Tonia Paolucci (LiA), per la Lega entreranno Danilo Ranieri - aspirante candidato sindaco per alcuni mesi- e Cinzia Amoroso che però non ha esperienza da assessore. Per FdI c’è Paolo Bomba, 567 voti ed esperienza da vendere. L’assessorato di FI/Udc spetterebbe a Maria Ida Troilo, ma Eugenio Caporrella - 35 voti in meno - è già stato assessore comunale e consigliere provinciale. Spazio in giunta per numero di voti ed esperienza ad Angelo Palmieri e Graziella Di Campli. Al loro posto entreranno in consiglio i primi non eletti delle rispettive liste: Giacomo dell'Anna (LiA) Gianluca D'Intino (Fdi), Giuseppe Luciani e Michele La Scala (Lega), Luciano Bisbano (Alleanza con Paolini), Enzo Di Diego (FI)e Paolo Benintendi (Lanciano che verrà). Spetterà al consiglio, dove c’è anche Nuova Lanciano con Donato Torosantucci, eleggere il presidente. Potrebbe esserci il colpo di scena con Riccardo Di Nola, (LiA) il terzo più votato in città, giovane ma con 5 anni di esperienza sulle spalle, oppure spazio alle donne come Gemma Sciarretta (Fdi).
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