Paolini: «Palazzo 900, fiducia nei giudici»

1 Ottobre 2024

A gennaio in aula la richiesta di risarcimento da 2,8 milioni: il sindaco fiducioso sul nuovo processo

LANCIANO. «Bisognerà attendere la pronuncia dei giudici, ma continuo a ritenere che non ci siano i presupposti per una condanna del Comune. Ho fiducia nella magistratura». Il sindaco Filippo Paolini commenta così la notizia del ricorso vinto dalla Dnd Immobiliare, ditta costruttrice di Palazzo 900, che fa ripartire la causa civile contro il Comune. La Corte d’appello dell’Aquila ha dato infatti ragione alla società che, tramite l’avvocato Alessandro Troilo, si era opposta alla sentenza del tribunale di Lanciano del dicembre 2020. «La controversia in esame», hanno stabilito i giudici di secondo grado, «non ha ad oggetto le modalità di esercizio del potere amministrativo, ma concerne il complessivo modo di agire dell’amministrazione. Pertanto deve essere affermata la giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria». La causa è stata, quindi, di nuovo incardinata al tribunale di Lanciano: la prima udienza ci sarà il 16 gennaio davanti al giudice Maria Rosaria Boncompagni. Il Comune si costituirà nuovamente in giudizio, per difendere la posizione dell’ente ed evitare la condanna al maxi risarcimento di 2,8 milioni di euro. Secondo l'avvocato Troilo «le scelte amministrative del Comune e la negativa gestione del procedimento relativo all’intervento edilizio di Palazzo Novecento hanno generato ingenti danni per l’affidamento incolpevole della società sulla legittimità delle concessioni edilizie», inducendo in errore la ditta.
Palazzo 900 è stato costruito a fine anni ’90, ma successivamente concessione edilizia e permessi sono stati dichiarati illegittimi, dando inizio a una lunga vicenda giudiziaria ma anche umana per le famiglie rimaste senza casa. «Ricordo i viaggi a Roma, le riunioni, il commissario, le sentenze che cambiavano di volta in volta il destino della palazzina», dice il sindaco Paolini che ha avuto a che fare con la vicenda anche nel suo primo mandato, «una storia infinita. A suo tempo parlai anche con l’avvocato Pietro Salvatore (il confinante che con i suoi ricorsi ha dato il via alla vicenda giudiziaria, ndc) senza successo. Ormai sono passati quasi 30 anni, finora è andata bene per l’ente. Ritengo che coloro che c’erano all’epoca abbiano agito pensando che fosse tutto regolare. Il ricorso vinto, quindi, non mi preoccupa più di tanto, ma vediamo cosa decideranno i giudici». (s.so.)
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